SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo una lunga chiacchierata con l’ex Ds, Alvaro Arcipreti, e sviscerato l’intero suo trascorso sambenedettese credo di aver scoperto il reale motivo della debacle delle ultime giornate di campionato: la preparazione atletica. Perché? Perché, a parte l’inadeguatezza di mister Paolucci, quando gli avversari, pur più scarti, corrono di più, non c’è niente da fare, perdi sempre. Abbiamo fatto passare per marziani i giocatori di Vis Pesaro, Chieti, San Nicolò piene di giovani mentre abbiamo combattuto alla pari con Matelica e Campobasso squadre più compassate e lente. Probabilmente avremmo perso anche con il Castelfidardo se molti giocatori over fossero scesi in campo. Ultimamente correva solo Padovani che prima aveva giocato pochissimo. Anche motorino Carteri andava a folle. Più ci penso, più rivedo mentalmente le gare e più mi convinco che è così.

Chiaramente però le responsabilità sono di chi ha chiamato e ha scelto i preparatori. Credo la società e i tecnici, anche se le responsabilità di Mosconi non sono accertabili.

Pronto Arcipreti da chi partiamo?

“Mi pare logico da Andrea Mosconi così mi tolgo subito qualche sassolino dalla scarpa. Ognuno ha il suo percorso, lui ha avuto la fortuna unica di aver trovato uno come me che, dopo aver vinto tutto con il Perugia, si è potuto permettere il lusso di portare una ‘scommessa’ in una piazza come San Benedetto. Aveva allenato solo in Eccellenza ed era arrivato sestultimo a Nocera. Ci credevo e l’ho portato. Il primo anno in quattro giorni gli ho costruito una Ferrari ed abbiamo vinto tutto e subito. Con tutti giocatori che sono scesi di categoria solo per me, con loro il campionato lo avrebbe vinto chiunque. In serie D ho fatto ancora tutto io e per la fiducia che ho potuto dargli devo ringraziare sia Moneti che Bucci il quale non lo conosceva perché in effetti Mosconi era un esordiente. C’erano tanti altri allenatori di serie C che si erano offerti per venire a San Benedetto. Ho voluto dargli un’altra opportunità. Poi però mi sono accorto che non stava reggendo l’urto della categoria e tanto meno della piazza e dello spogliatoio che lo ha sempre considerato soltanto un onesto lavoratore. Ciononostante l’ho sempre sostenuto fino a quando dopo due sconfitte e fuori dai play off abbiamo deciso di sostituirlo. E lì è venuto fuori l’uomo Mosconi: ai primi risultati negativi di Paolucci ha cominciato a chiamare tutti e a sputare veleno sul sottoscritto e su Moneti. Non ha capito che la società era stata anche troppo buona con lui e che così facendo non capitalizzava il campionato vinto” (Voglio ricordare all’uopo un particolare per me significativo: nelle settimane precedenti all’esonero di Mosconi in un’intervista post gara, mentre Arcipreti parlava come se fosse lui l’allenatore, un signore distinto vicino a me disse ad un suo amico: ma non è lui l’allenatore, va bene difenderlo ma assumersi responsabilità di errori altrui è sbagliato. Io annuii e gli chiesi chi fossero. Erano due persone di Umbertide (come il Ds) che evidentemente gli volevano bene)

Anche con Paolucci siete stati troppo buoni?

“Ne parliamo dopo di Paolucci, finiamo prima Mosconi: sui giocatori ceduti lui era d’accordo con me. Se adesso dice il contrario è bugiardo.”

Paolucci? Lo avete tenuto nonostante una serie di pessimi risultati… anche rispetto a Mosconi

“È stato una scelta mia e di Bucci poi avallata da Moneti che non lo conosceva. È anche lui un onesto lavoratore che aveva però una discreta stima da parte della squadra. È vero abbiamo continuato con lui anche quando la Samb stava precipitando, possiamo aver sbagliato (tu lo hai sempre detto), non lo so. Forse sì. Te lo riconosco. Alla fine però siamo arrivati terzi.

Con una valanga di punti di distacco. Nonostante, e qui sono d’accordo, avesse allestito una squadra di primissimo piano

“Le stime di Paolucci erano superiori rispetto a Mosconi. È vero il risultati non sono stati proporzionali alla forza della squadra che era unanimamente riconosciuta. Tanto è che lo hanno detto 17 allenatori su 17 . Gli errori? Li commettiamo tutti, Paolucci anche. Forse ha subito troppo le critiche dell’ambiente. Non è stato sostituito perché ero convinto che attraverso i play off si sarebbe riscattato”

Prima della gara con il San Nicolò avevamo subito 12 gol in 5 partite, di cui sette in casa in due gare contro formazioni non irresistibili come Vis Pesaro e Chieti

“Tutto vero ma quello che più rimprovero a Paolucci è la gestione dei 10 giorni che hanno preceduto la gara con i teramani. Ci siamo arrivati malissimo e anche l’approccio con la gara è stato pessimo. È stata la delusione più grande da quando sto a San Benedetto. Era un passaggio di turno possibilissimo che ci avrebbe portato a giocarci la serie C contro il Fano. Forse, in effetti, serviva un allenatore più esperto”

Si spieghi meglio

“Qui tocco un tasto particolare al quale nessuno ha finora accennato – lo anticipo: l’aspetto atletico? – sì proprio quello. È lì dove abbiamo clamorosamente mancato. Nè prima con Mosconi, né dopo con Paolucci abbiamo avuto preparatori atletici all’altezza della situazione. La squadra non ha mai dimostrato di stare bene fisicamente. Questo è un errore che mi riconosco. Sia il fratello di Andrea e  Brachini prima, che lo stesso Brachini e Barbato arrivato con Paolucci, non hanno fatto un buon lavoro. La colpa principale, anche in questo caso, però è mia che li ho accettati”

Si sta “crocifiggendo”

“Non sono mai scappato dalle responsabilità. Ma adesso, se permetti, ti elenco qualche merito. Ad agosto 2013 feci la squadra in 4 giorni portando a San Benedetto giocatori di categoria superiore all’Eccellenza perché il programma era biennale: non dovevamo solo vincere il campionato di Eccellenza ma anche quest’anno. E nessuno può negare che nell’estate 2014, tutto è filato liscio. Solo con l’arrivo di Bucci ho potuto iniziato ad operare perché prima era tutto aleatorio”

Come ben sa lo so benissimo, forse meglio di chiunque altro anche se molti tifosi vicinissimi alla Samb pare che se ne siano dimenticati, nel post gara di Samb-San Nicolò le loro critiche erano indirizzate essenzialmente a lei.

“Premetto che San Benedetto del Tronto è una città bella e affascinante sul piano calcistico e non sono affatto pentito per l’esperienza che ricorderò come meravigliosa. Sugli acquisti degli over non ho nulla da rimproverarmi anche se qualcuno di loro ha deluso le mie aspettative. Per gli under invece non sono soddisfatto, anche se alcuni di loro (Vallorani, Viti, Paulis, Franco) hanno fatto bene; per una squadra come la Samb dovevo e potevo fare di più, lì mi sento di aver toppato. La ‘toppa’ più grossa e determinante, come disconoscerlo, l’ho fatta sui portieri che ci sono costati tantissimi punti. Consideriamo però che Borgese un calciatore validissimo è stato bistrattato dall’ambiente sin dalle prime gare di campionato poi a Matelica (sempre il migliore in campo) ha dimostrato tutto il suo valore, è un ragazzo che ci sarebbe stato molto utile ma siamo stati costretti a darlo via perché, essendo molto sensibile, a San Benedetto non riusciva ad esprimersi al meglio”

La responsabiltà dell’insuccesso è quindi anche dell’ambiente sambenedettese?

“No, la colpa è mia e di altri dello staff ma la pressione non sempre ha risvolti positivi sui calciatori. A mia discolpa non posso però tacere come ho già detto che Bucci è arrivato tardi forse troppo. I primi giocatori da me presi sono stati il centrocampista centrale Croce e l’attaccante Ferri Marini che, però, essendo in quel momento la situazione della Samb precaria, non si sono fidati e hanno preferito andare alla Maceratese con i risultati che tutti sapete. Qui non avevano sicurezze e ricordatevi sempre che i giocatori pensano prima di tutto ai soldi. Con Bucci poi ho avuto il tempo necessario per cui non è una scusante”

Mi sembra che la sua sia un’autocritica eccessiva, nel calcio ci sono apposta gli allenatori per far rendere i giocatori al meglio delle loro possibilità. Ripeto, secondo me, lei aveva fatto una squadra in grado di lottare per il primo posto fino alla fine. Non è successo, secondo me, per colpa della gestione tecnica e (pensandoci bene) anche atletica

In effetti a posteriori devo riconoscere che l’aspetto atletico è stato il nostro tallone di Achille per tutto l’anno. Le scelte però le ho fatte io fidandomi di Mosconi e Paolucci. Anche se nel caso specifico della preparazione fisica le responsabilità sono più loro che mie. Per i giocatori tutte mie. Nella mia carriera ho vinto parecchio e qui volevo continuare a farlo. Purtroppo capita di non riuscirci e di sbagliare. L’importante è che mi sono comportato sempre onestamente e correttamente. Avevo detto quali erano i miei traguardi e che se non li avessi raggiunti me ne sarei andato. Tanto ho fatto seppur con grandi rimpianti per una città che non dimenticherò mai.”

Giocatori? Valim e Di Paola…

“Alessandro e Menicozzo li ha voluti Paolucci, sul primo ero d’accordo. A dicembre per motivi economici dovevamo scegliere: Di Paola come Borgese lo avevo portato io e non costava poco, gli abbiamo preferito Tozzi Borsoi perché lo ritenevamo più forte. Esposito, contrariamente a quanto dice Mosconi, lo abbiamo cercato con insistenza ma il Chieti non ha voluto cederlo (confermo Ndr). Ma se fino ad ora mi sono difeso, adesso no e passo all’attacco in tutti i sensi. Chi fa certe critiche dimostra di non capire molto di calcio perché il nostro reparto avanzato ha fatto benissimo e lo dicono i numeri: siamo il migliore attacco del girone. Chi tira in ballo Di Paola e Valim dice quindi una grande cantonata. Abbiamo fatto gol a iosa. Per la difesa sono d’accordo ma in attacco sono state tutte scelte azzeccate, dopo Di Paola abbiamo segnato di più.

Ne approfitto per ricordare che due persone in questi due anni hanno fatto di tutto per la Samb: sono Alvaro Arcipreti e Romano Tozzi Borsoi (tu sei un suo ammiratore e non c’entri) che ha fatto 43 gol ma è stato spesso criticato non si sa perché, io ho fatto primo e terzo (magari un risultato non premiante per i punti di distacco).

È strano che a San Benedetto due persone come noi siano state più criticate che apprezzate. Non si è capito che, sia io che Romano, abbiamo tenuto uno spogliatoio, che sul piano disciplinare è stato esemplare. Mentre ho avuto l’impressione che certi dubbi nei nostri confronti da parte dei tifosi siano stati frutto di una strumentalizzazione della curva da parte di certi personaggi. Atteggiamento che non riteniamo di aver meritato. Probabilmente a qualcuno non è andato bene che io e Tozzi Borsoi non abbiamo fatto uscire niente dallo spogliatoio, gente che avrebbe voluto ‘sapere’. Noi abbiamo sempre tenuto conto solo a chi ci paga e cioè a Moneti e Bucci. A nessun altro”

Bucci e Moneti

“Parto da Moneti. Lo conosco da prima, con lui ho vinto un campionato di serie C a Perugia. Non posso quindi che ringraziarlo per avermi portato in una piazza importante come San Benedetto anche se era solo in Eccellenza. Dove ha dovuto fare uno sforzo economico importante per stravincere il campionato, non essendoci alternative. Non potevamo non fare una squadra troppo forte. Quest’anno ha lavorato molto per trovare un socio valido e c’è riuscito in zona Cesarini. Bucci, infatti, lo ritengo un personaggio molto positivo. Mi hanno dato un budget importante per cui sotto quest’aspetto non posso dir nulla”

Sempre tutta colpa sua…

“Anche loro qualcosa hanno sbagliato. Manolo Bucci è una persona corretta, schietta e onesta sotto tutti i punti di vista, lo dice uno che di presidenti ne ha conosciuti tantissimi. È stato un valore importante per San Benedetto. Il fatto che probabilmente se ne andrà è una perdita grave. Con lui ho avuto un bellissimo rapporto. Sono andato via perché sono uno condannato a vincere. Sempre colpa mia? Un errore non so quando determinate i due presidenti lo hanno fatto con la questione dei due mancati stipendi, una scelta che inconsapevolmente ha forse fatto pensare ai giocatori che la società non tenesse molto ai play off ma solo a risparmiare qualche soldo. Tutti gli altri obblighi sono stati assolti regolarmente. Quella cosa dei due stipendi, è inutile negarlo, non è stata accolta bene dalla squadra. Preciso però che è stato un aspetto negativo che ha influito marginalmente agli insuccessi finali che addebito principalmente, come ho già detto, alla gestione tecnico-atletica dei dieci giorni che hanno preceduto l’inizio dei play off. Per il resto nulla da dire sulla società anche se non si può nascondere che, se Bucci se ne va, per Moneti tornerebbero prepotentemente a galla quei problemi che hanno contraddistinto il periodo precedente l’arrivo dell’imprenditore romano. Anche se adesso la società è sostanzialmente pulita. Un vantaggio non indifferente.

Siamo ai saluti

“Mi ero talmente affezionato alla tua città e al calcio sambenedettese che star lontano da quell’ambiente mi fa star male. Ne approfitto per mandare un caloroso abbraccio agli amici del Molo Sud e di Olio. Nella Samb ricorderò sempre con piacere persone amabilisisme come il team manager Matteo Porcari, Giovanni Piccoli, Nazzareno Marchionni, Piero Zazzetta, Pietro Bongiorno e il magazziniere Severino. Poi due persone alle quali tengo particolarmente, il dottor Antonio Bozzi e il fisioterapista Marco Mannucci, due splendide persone che hanno rappresentato in modo egregio l’area sanitaria della società. Tutti amici e collaboratori che non dimenticherò mai”

In bocca al lupo

 

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