Dal numero 1030 di Riviera Oggi, in edicola.

Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra. Se lo domandava Giorgio Gaber una ventina d’anni fa, ce lo chiediamo noi oggi nel vedere una corsa alla Regione senza più orientamenti e logica, con l’unico scopo di perseguire agognate vendette.

Gian Mario Spacca punterà alla rielezione, al fianco del nemico di un tempo e in opposizione agli alleati storici del Pd. Un modo capovolto, in pochissimi mesi, tra sostenitori che diventano in un attimo antagonisti ed ex detrattori che, in cambio, ti spronano a tentare il tris.

Ve lo ricordate ‘Goodbye Lenin’? Nel film di Wolfgang Becker, Christiane – convinta comunista residente nella Germania Est – viene colpita da un attacco cardiaco e finisce in coma. In quegli otto mesi di sonno profondo il Muro di Berlino viene abbattuto e il mondo attorno a lei viene stravolto. Al suo risveglio la società in cui credeva è scomparsa, crollata, seppellita e spetta al figlio Alex fingere che nulla sia accaduto per tutelare la sua salute ed evitare una fatale ricaduta.

Immaginate se Christiane fosse stata un’elettrice marchigiana, del Pd o Forza Italia, poco cambia. Immaginatela in prima fila ai comizi, volontaria nelle campagne elettorali, appassionata supporter dell’una o dell’altra sponda. E immaginate quel sonno profondo, utile per ribaltare rapidamente il tavolo da gioco, i programmi elettorali, le opinioni di un decennio, i principi di coerenza.

Tutto è saltato, non vale più niente. Da qui a fine maggio si organizzeranno comizi, convegni con il volto noto di turno che verrà a sposare la causa di Tizio e di Caio. Si contesteranno le politiche di un governatore portato sul palmo di una mano per due lustri, si snobberanno le ambizioni di un Pd che non avrebbe causato allergie se solo avesse aperto all’opportunità di un terzo mandato.

Si andrà avanti con indifferenza, fino al giorno del giudizio. Quando magari a trionfare non sarà stata la destra, non la sinistra. Bensì la terza via, quella dell’astensione. La riflessione durerà giusto quei cinque minuti utili per ripartire ed indossare la maschera di chi per mestiere si ostina a far finta di nulla.

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