SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ il momento degli anni Novanta. Celebrati, raccontati, attualizzati. Se Sky si è affidata a “1992”, la serie ideata da Stefano Accorsi che racconta il periodo rovente di Tangentopoli, Italia 1 ha persino rispolverato il “Karaoke”, trasmissione simbolo dell’ultimo decennio del millennio.

Un effetto revival al quale non ci sottraiamo nemmeno noi, pronti a tirar fuori dal cilindro stralci di una storica puntata di “Samarcanda” in diretta da San Benedetto. Era il 6 giugno 1991 e da lì a pochi giorni si sarebbe andati a votare al referendum sulla riduzione delle preferenze nelle liste elettorali. Ma oltre ad un lungo confronto col promotore Mario Segni, la penultima puntata stagionale del programma di Raitre condotto da Michele Santoro regalò ripetuti momenti di protagonismo alla Riviera delle Palme.

Certo, il tema era tutt’altro che invidiabile: il mare di San Benedetto era stato giudicato inquinato dal Ministero della Salute, che segnò in rosso tutte le località marchigiane da Porto Sant’Elpidio in giù. I controlli delle acque vennero realizzati dalle Usl del territorio, che passarono successivamente i risultati al dicastero guidato allora da Francesco De Lorenzo.

San Benedetto fu vittima di un sostanziale equivoco: i meri limiti di trasparenza vennero abbinati a ben altri parametri negativi, causati in altre zone dal malfunzionamento delle fogne e all’assenza dei depuratori.

All’acceso confronto con la cittadinanza parteciparono dallo studio Ermete Realacci (all’epoca presidente di Legambiente) e Francesco Rutelli, giovane parlamentare dei Verdi. Anche a loro si appellò l’allora sindaco sambenedettese Alberto Cameli: “C’è un errore materiale, tutto l’Adriatico non è trasparente, da Trieste a Santa Maria di Leuca”.

Fautore della piazza portata in tv, Santoro generò momenti di ingenua e a tratti involontaria comicità, colti da un rampante Maurizio Mannoni in collegamento da un’affollatissima tensostruttura installata all’ex camping. In apertura un servizio aveva invece immortalato cittadini propensi a bere l’acqua di mare e a mangiare dei granchi in segno di protesta con la direttiva ministeriale.

I fischi più sonanti furono destinati a Rutelli, che legò la sofferenza delle acque rivierasche all’inquinamento del fiume Po. Ad insorgere fu soprattutto Ivo Giudici: “Non conosci la geografia”.

Il recupero di quella puntata è pure l’occasione per ricordare personaggi celebri a San Benedetto. Da Marcello Camiscioni, passando per Gustavo Travaglini, ex giocatore della Samb degli anni Cinquanta.

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