SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riportiamo e pubblichiamo un comunicato, giunto in redazione dal Movimento 5 Stelle locale:

“Il metodo adottato dal sistema della Sanità nelle Marche non smette di stupire, tante facce intercambiabili gestite all’occorrenza, da chi ha le mani in pasta da anni, ogni giorno ce n’è una nuova e neanche bella; tutto ciò che ostacola il progetto deve essere rimosso ad ogni costo e a qualunque prezzo, tanto paga il debole di turno, nel nostro caso il cittadino. Una specie di Spectre de noantri, con buona pace di Ian Fleming e dei suoi romanzi.

Il 23 febbraio il consigliere regionale Umberto Trenta presenta una mozione con cui chiede la “Verifica della legittimità della procedura concorsuale per la nomina del dirigente amministrativo della zona territoriale n. 12 di San Benedetto del Tronto”.

La mozione si riferisce alla legittimità della procedura concorsuale attivata dall’Asl 12 di San Benedetto del Tronto nell’anno 2001 e perfezionata dalla Zona Territoriale n. 12 nell’anno 2004 a seguito della quale è stato nominato il dirigente amministrativo.

Un bando per un solo posto che invece di essere pubblico fu riservato agli interni, in barba alla legge n. 401 del 2000, art. 2 comma 4.

A suscitare grande interesse non è solo la risposta che fornirà in seguito l’Assessore alla Sanità, ma anche il fatto che sia il Direttore Generale dell’Asur Regionale Gianni Genga a volersi occupare della relazione da fornire all’Assessore stesso, scavalcando il direttore dell’Area Vasta competente,  ancora una volta.

Al riguardo la Legge Regionale n. 13 del 20 giugno 2003 è chiarissima, e all’ art. 8 comma 2 lettera d stabilisce:

2) Il Direttore Generale dell’ASUR:

  1. d) propone alla Giunta regionale la nomina dei direttori di area vasta e, qualora ricorrano le circostanze di cui all’articolo 3 bis del D.Lgs. 502/1992, la risoluzione del relativo contratto.

Sempre la L.R.  n. 13/2003 all’art. 10 comma 1 premette:

1)Il direttore di Area Vasta è responsabile della gestione complessiva del relativo ambito territoriale e in particolare […]

E ancora al comma 2  lettera c sempre dell’art. 10 si afferma:

2) Il direttore di Area Vasta:

  1. c) è responsabile della contrattazione, dell’organizzazione e della gestione del personale.

Le leggi emanate dagli stessi soggetti di cui stiamo parlando impongono che il Direttore Generale debba essere estraneo a tale procedimento, ma come dimostrato più volte diventano carta straccia di fronte a un pericolo imminente: perdere il controllo, anche solo di una rotella dell’ingranaggio.

A questo punto ci si chiede: è ancora possibile accettare che si giochi così con la sanità marchigiana? Può essere considerata prassi normale la gestione dittatoriale di un comparto tanto delicato e importante? Chi autorizza il Direttore Generale ad attribuirsi delle competenze non sue in barba alle leggi? Perché lo fa? Siamo di fronte ad un eccesso di potere? A quanti altri danni dovremo assistere prima che questi individui si accomodino volontariamente alla porta?

Smascherare uno dei tanti abusi di questa organizzazione prescinde dai soggetti coinvolti, il fine è cacciarli via dalle nostre vite, dal nostro quotidiano, per riappropriarci dei nostri diritti di cittadini, a volte deboli e a disagio, ma con intatta la nostra dignità.

Dimissioni di massa, subito, di tutto il comparto dirigenziale sanitario regionale”.

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