SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si complica la vicenda della Villa Cerboni-Rambelli e del lussureggiante Parco che ne esalta il fascino e il valore. Infatti  il Presidente Nazionale di Italia Nostra, con nota del 9 gennaio, ha comunicato che “ pur avendo esplorato varie possibilità, a fronte degli alti costi di restauro, statico e conservativo dell’immobile, non è stato possibile definire un progetto di gestione compatibile con le modalità operative e le priorità dell’Associazione”.

Con la stessa nota  il Presidente ha precisato, comunque, che  durante tale verifica erano stati individuati, in accordo anche con altre associazioni interessate ai beni comuni e ai diritti dei cittadini, soluzioni di riuso compatibili con le volontà del lascito. In particolare è risultata praticabile la creazione di un centro di assistenza e arterapia per bambini collegato alle attività di pediatria del vicino ospedale di San Benedetto del Tronto, finalizzato sia a curare i bambini con problemi sia anche solo ad aiutare la  crescita ed a prevenire l’insorgere di disturbi” con la previsione della realizzazione di un’ annesso piccolo museo, dedicato alla memoria della figlia dei testatori Cerboni-Rambelli, morta tragicamente in tenera età,  in modo da consentire il rispetto delle disposizioni testamentarie. Tutto ciò, peraltro, risultava di difficile attuazione, rappresentando i rilevanti costi del restauro un handicap troppo pesante per le attività di Italia Nostra.

Veniva comunque confermato l’interesse ad esplorare la fattibilità riguardo al riuso pubblico del solo Parco della Villa e si restava in attesa di un riscontro del Comune di San Benedetto del Tronto. Con nota , inviata in pari data al Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, il Presidente di Italia Nostra , nel riconoscere il suo intento “di arricchire il territorio e la comunità di servizi e la sensibilità nei confronti della cultura locale”  segnalava il problema del recupero della Villa Cerboni-Rambelli e della  proposta di fruizione innovativa, con caratteri tali da farlo “ divenire un esempio nazionale di buone pratiche, precisando, altresì, che essendosi  il restauro dell’immobile dimostrato troppo oneroso per Italia Nostra,  se ci fosse una partecipazione da parte della Fondazione, si sarebbero potuto ottenere “risultati molto riconoscibili e comunicabili a livello nazionale e internazionale”.

La Sezione ascolana di Italia Nostra, che da tempo segue il problema della Villa e del Parco Cerboni-Rambelli  ha inviato questa segnalazione ai rappresentanti   degli organi elettivi  a livello locale e regionale, alla Fondazione Carisap di Ascoli Piceno, agli Organi di tutela, alle Associazioni Culturali e agli organi dell’Informazione, “perché si attivi un concorde ed operoso confronto per individuare , prima che sia troppo tardi, una soddisfacente soluzione di questa triste vicenda , creando le condizioni per restituire alla comunità delle città rivierasca e a tute le Marche una struttura e uno spazio di enorme valore e fascino, mostrando in questa maniera di volere realmente il bene e uno sviluppo economico responsabile del nostro territorio”.

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