SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un bando con troppi pochi vincoli. Scoppia il caso dei centri ricreativi estivi, con l’attacco sferrato da Sergio Pezzuoli all’assessore alle Politiche Sociali, Margherita Sorge. Si fa riferimento al bando pubblicato lo scorso 12 maggio, con il quale il Comune intende appunto istituire l’elenco dei soggetti attuatori dei centri estivi per il 2014.

Possono presentare domanda enti no-profit (Cooperative sociali, Associazioni di promozione sociale, Associazioni di volontariato, Associazioni sportive dilettantistiche, Comitati, Onlus) che abbiano sede legale operativa nei territori dell’ambito sociale 21 e che perseguano finalità di tipo educativo, socio culturale, ricreativo o sportivo a favore di minori.

La battaglia dei Diversamente Democratici era cominciata in Consiglio Comunale. “Nel 2013 si fece ricorso ai residui dell’ambito sociale”, aveva esordito l’ex Pd. “Quest’anno si è deciso di stanziare 40 mila euro per la disabilità e un eventuale fondo per gli indigenti, per l’erogazione i criteri e modalità sono ancora da stabilire . L’amministrazione si rivolge con un avviso pubblico a tutti i soggetti attuatori di centri estivi per il riconoscimento, ossia il comune di San Benedetto vuole istituire un elenco di soggetti attuatori di centri estivi per l’anno 2014 e poi, a coloro che saranno nell’elenco, verrà redistribuito un contributo secondo la tipologia degli utenti . Possono presentare la domanda tutti, enti no profit, tra cui cooperative, associazioni di promozione sociale, associazioni di volontariato, senza alcuna esperienza pregressa di almeno uno o due anni, ma con idonea quanto generica formazione pure del personale volontario”.

Pezzuoli si domanda come mai il Comune non richieda come garanzia “una esperienza certificata, una professionalità acquisita, per un servizio che si rivolge all’infanzia anche se effettuato da soggetti esterni”. Inoltre, “spacchettare il servizio in piccoli moduli potrebbe far aumentare i costi per i soggetti attuatori, a meno che non si ricorra a personale volontario o con basse qualifiche”. Quindi accusa: “Come si può parlare di pari opportunità per i nostri ragazzi se, anziché migliorare ulteriormente il servizio in tutti i suoi aspetti progettuali – il gioco, lo sport, la mensa, il trasporto – si sceglie la facile strada del contributo ai soggetti attuatori per ridurre la spesa?”.

Per partecipare alla gara ci sarà tempo fino al prossimo 22 maggio inviando l’intera documentazione all’indirizzo mail protocollo@cert-sbt.it.

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