CUPRA MARITTIMA – È concluso lo scorso venerdì 31 maggio il corso sull’adolescenza: “L’età del cambiamento, dal bozzolo al volo” organizzato dal Comune di Cupra Marittima in collaborazione con l’Istituto Scolastico Comprensivo, il centro pedagogico Pharus di Grottammare e il contributo della Regione Marche.

Gli incontri sono iniziati il 5 aprile e una volta a settimana insegnanti e genitori si sono ritrovati nell’aula magna dell’Isc per ascoltare suggerimenti e consigli degli esperti sul periodo più delicato che coinvolge i propri figli e i propri alunni.

Nell’arco di questi due mesi dunque si sono succeduti diversi professori e dottori come il neuropsichiatra infantile Piero Feliciotti che ha parlato “dell’età incerta: i nuovi adolescenti”; il dottor Bruno Acciarri si è concentrato su “Lo sviluppo dell’adolescente”; il dottor Maurizio Pincherle, anch’egli neuropsichiatra infantile, ha puntato l’attenzione su “I nativi digitali”; la psicologa Paola Bastarelli ha invece fatto un approfondimento su “L’adulto che sarò, lo sviluppo dell’autostima e della personalità” e la psicologa scolastica e psicoterapeuta. Tanja Bettoli si è soffermata invece su “Gli adulti di riferimento come risorsa nelle situazioni di bullismo”; la dottoressa Gelsomina Viscione, dirigente scolastico, la dottoressa Maria Chiara Verdecchia, pedagogista, il dottor Ivan Ficcadenti, docente, hanno concluso il ciclo di serate con un incontro dedicato alla “Relazione educativa e quotidianità secondo il paradigma pedagogo”.

Ha spiegato la dottoressa Verdecchia del centro pedagogico Pharus: “Il corso ha riscosso un buon successo. Hanno partecipato sia genitori che insegnanti che hanno a che fare quotidianamente con ragazzi nella fase dell’adolescenza. L’obiettivo del corso è quello di trasmettere informazioni utili e preziose agli adulti perché se da un lato l’adolescenza incuriosisce, dall’altro trova impreparati. L’adolescenza è un periodo che traghetta il ragazzo dall’età infantile all’età adulta, ma non c’è una sola adolescenza, bensì ci sono tanti tipi di adolescenze per quanti sono gli adolescenti. Ogni ragazzo è diverso dall’altro e il primo passo per capirli è ascoltarli. Senza ascolto non possiamo aiutarli. È fondamentale che i ragazzi si sentano amati e ascoltati senza essere giudicati poiché quando noi adulti, genitori, insegnanti li giudichiamo non li comprendiamo”.

Ha concluso la dottoressa: “Speriamo di poter realizzare anche altri seminari del genere in futuro perché attraverso questi strumenti si può favorire un maggior dialogo tra scuola e famiglia”.

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