SAN BENEDETTO DEL TRONTO- A processo quattro uomini (di cui uno deceduto per altra causa) accusati di rissa con lesioni avvenuta nell’estate 2009 presso un locale della movida sambenedettese. Era l’alba di un giorno d’agosto come tanti quando due giovani, uno sambenedettese e l’altro ascolano, si sono scontrati sino a scaraventarsi in terra coinvolgendo amici e presenti in una mischia all’uscita di un locale notturno. Il 29 aprile a ricordare dei fatti sono stati chiamati gli agenti della sicurezza che avrebbero assistito allo scontro.

Lo riferisce il primo dei tre agenti della security, che voltatosi dopo le urla ha visto il sambenedettese sopra l’ascolano steso in terra che cercava di liberarsi.
Sempre secondo la sua testimonianza, sarebbe arrivato anche un terzo uomo, amico dell’ascolano, che avrebbe lanciato calci lungo il costato del sambenedettese nel tentativo di liberare un amico.
Nel circo dei rivoltosi era presente anche un quarto uomo, anche lui ascolano, ma non partecipe alla violenza fisica, che verbalmente sconquassava parole confuse ma che invitavano gli amici a colpire e farsi giustizia.

Il tutto, secondo le testimonianze, si è consumato in una frazione di secondi prima dell’intervento. Attimi utili al personale di sicurezza per capire cosa fosse accaduto e come intervenire per ristabilire l’ordine.
Al termine dell’intervento uno dei tre addetti avrebbe addirittura scoperto che il giovane ascolano sdraiato in terra aveva una macchia di sangue all’altezza dei reni. Colpito con una arma da taglio o semplice escoriazione?

Queste, una sintesi delle dichiarazioni del personale addetto alla sicurezza. Testimonianze che verranno aggiunte al fascicolo processuale e che torneranno utili per chiarire le responsabilità di tutti gli imputati, compreso l’uomo ferito, e le dinamiche dello scontro.

Il caso verrà ripreso a settembre.

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