SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Dopo l’alluvione degli inizi di marzo, il presidente del quartiere Agraria Jonni Perozzi, esce dal silenzio e si rivolge agli amministratori locali con una lettera: “Bene la presa di responsabilità pre e post alluvione, ma ricordate che il nostro quartiere è in continua mutazione, prima con la piattaforma ecologica contenente rifiuti tossici, poi con la scelta inopportuna del sito, in zona a rischio idrogeologico documentato, per l’istallazione della Centrale di Stoccaggio del Gas. Risarcire chi ha subito dei danni è il primo passo per dimostrare le vere intenzioni”.

Ci invia una mail e poco dopo lo raggiungiamo telefonicamente perché Jonni Perozzi, presidente di quel quartiere tra i più colpiti dall’alluvione, era quasi diventato un desaparecido. Da quel primo marzo di lui si erano quasi perse le tracce.

“Ero bloccato come molti e come tanti sono rimasto in attesa che qualcuno si assumesse la responsabilità di porre fine a questo ripetersi di eventi vergognosi. Ciò non è avvenuto a mio avviso, nonostante io apprezzi l’impegno degli enti locali. Mi sono armato di carta e penna, si fa per dire, ed ho scritto”.

“L’impegno delle istituzioni è da valutarsi positivamente, ma tutta quella gente che dal 1992 attende risposte, oggi si vede accontentata solo con piccoli spot propagandistici del tipo: gli interventi sulle fogne di Via Val Tiberina realizzati nella scorsa primavera hanno evitato il peggio. Certo, abbiamo evitato il peggio, ma dobbiamo ringraziare gli autori di quelle opere o la montagna ascolana che in quei giorni era interessata da neve e non da pioggia?”.

“Mi pongo domande da libero cittadino questa volta, perché non sono stato nemmeno contattato dalle autorità in qualità di presidente di quel quartiere che piano piano e nel cuore della notte, ha subito l’assedio dell’acqua”.
Conclude poi il giovane presidente: “Quando cerco risposte ne trovo solo una: a nulla sono servite le proteste, le riunioni che in questi anni sono diventate quasi battaglie per la messa a norma di questo territorio, e a nulla sono servite le promesse fatte a noi abitanti di questo quartiere. Qui bastano davvero due gocce di pioggia per mettere in ginocchio l’intero quartiere e tutti lo sanno ma nessuno sembra volere o potere evitare il peggio”.
“Dall’ultima esondazione del 92 di impegni ne sono stati presi tanti, speriamo che almeno questa volta si attivino repentinamente le azioni risarcitorie a famiglie e imprese della zona”.

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