SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un tranello teso dalla maggioranza. Il Popolo della Libertà considera tale la mozione presentata venerdì dal consigliere Idv Palma Del Zompo in merito all’ormai nota giornata di mobilitazione femminile prevista per domenica 13 febbraio, che il partito berlusconiano ha deciso in massa di disertare.
“Non c’era alcun imbarazzo da parte nostra”, spiega il giorno dopo Bruno Gabrielli. “Abbiamo voluto votare il documento sulla pesca professionale di Lorenzetti perché lo ritenevamo importante, ma in seguito ce ne siamo andati. Il punto presentato dall’Idv era strumentale e creato appositamente per attaccare il Premier”.
Il candidato sindaco azzurro si lancia poi in alcune precisazioni: “La mia cultura è cattolica ed il rispetto per la donna è indiscutibile. Ma lo è come quello per l’uomo; fare distinzione tra i due sessi è già sbagliato. Non pretendo di insegnare nulla a nessuno, ma nemmeno gli altri possono permettersi di farmi la morale”. Ciò nonostante l’avvocato sambenedettese non rinuncia ugualmente a togliersi qualche sassolino dalle scarpe: “Certe prediche sono assurde se fatte da chi negli anni 70 predicava la libertà sessuale e si scagliava contro il bigottismo”. E quando gli si domanda se forse non era il caso di restare comunque in aula e di assentarsi piuttosto al momento della votazione, la risposta è decisa: “Non ci interessava star lì ad ascoltare i soliti discorsi che ascoltiamo ogni giorno in televisione. La discussione era inutile ed inopportuna. Riteniamo che la città abbia altri problemi su cui ragionare e noi sui temi importanti ci siamo sempre stati”.
Preferisce non commentare l’accaduto invece Luca Vignoli, che tuttavia prima di abbandonare l’assise aveva fatto notare alla Presidente del Consiglio come all’appuntamento mancassero tutti gli assessori della giunta (si è presentato solo Capriotti, ma a Consiglio inoltrato). “Non mi va di addentrarmi in queste polemiche. Lo fanno apposta: usano l’assise per tirarci dentro a vicende nazionali. Non bisogna cascarci”.

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E’ che si vergognano delle vicende nazionali. E’ comprensibile. Io non ho alcuna vergogna nel trattare vicende nazionali. Siamo pur sempre rappresentanti di un territorio che fa ancora parte dell’Italia; se sono vicende italiane, ci riguardano.
Ma comunque, ribadisco, comprendo l’imbarazzo. Ma il “no comment” di Vignoli mi pare più onesto.
Caro Daniele, la mozione era talmente fondamentale che all’assise mancavano tutti gli assessori (tranne Capriotti, arrivato comunque a dibattito concluso) e soprattutto gli assessori donna, tra cui quello alle Politiche Sociali.
Il Pdl sarebbe dovuto rimanere almeno ad ascoltare. Ma tra un gruppo che se ne va a metà, dopo aver votato i punti oggettivamente piu’ importanti, e chi non si presenta affatto, non vedo troppa differenza.
Consiglio comunale [wikipedia] Il Consiglio comunale è composto dal Sindaco e da un numero variabile di consiglieri, in funzione del numero di abitanti del Comune. Del Consiglio Comunale NON fanno parte gli assessori, che per prassi intervengono unicamente sui punti di loro competenza e che non hanno diritto di voto. Mi risulta che l’assessore competente fosse malato. Penso però che un conto è l’assenza di un esponente politico (magari deprecabile), un altra la completa assenza di un’area e di un partito ben rappresentato. Non dovevano restare ad ascoltare la del zompo o me, dovevano restare a portare la loro posizione,… Leggi il resto »
il comportamento del PDL locale sulla donna è quella detta dalla Santanchè contro Berlusconi nell’Aprile 2008..Ecco la prova
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