CUPRA MARITTIMA – L’Avis di Cupra ha cercato di parlare ai cittadini dell’importanza della donazione del cordone ombelicale con un interessante convengo. L’incontro si è tenuto venerdì 10 dicembre presso la sala consiliare ed il compito di fare chiarezza su quanto questo gesto sia fondamentale per salvare altre vite umane è spettato alla dottoressa Rosanna Travaglia Teodori dell’Avis Regionale, alla dottoressa Gianna Marcozzi biologa nel reparto di medicina trasfusionale dell’Ospedale di San Benedetto ed al ginecologo dottor Carlo Di Biagio che lavora nel reparto di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale di San Benedetto. Da qualche anno infatti anche nelle Marche, nei punti nascita di Ancona, Ascoli, Civitanova, Fano, Fermo, Macerata e San Benedetto, è possibile effettuare la donazione del cordone grazie ad una collaborazione con la banca per le cellule staminali di Pescara.

Ha introdotto la Travaglia: “Purtroppo c’è molta disinformazione ed il nostro scopo è semplicemente quello di sensibilizzare la cittadinanza e di fare più chiarezza possibile”. Successivamente la dottoressa Marcozzi ha spiegato che, nel suo ambito ospedaliero di riferimento, “dal 1° marzo 2009 sono stati fatti 97 colloqui con le coppie interessate alla donazione, di questi 10 sono risultati non idonei, 3 hanno effettuato il prelievo per una dedicata familiare (ovvero il sangue del cordone non viene donato ma conservato per la propria famiglia), le donazioni solidaristiche effettive sono risultate 45, poiché le altre sono state impedite per cause organizzative”.

Poi la dottoressa ha illustrato i dati dell’anno successivo: “Per quanto riguarda il 2010 invece i colloqui sono stati 147 ma le raccolte effettive sono state 48 di cui 1 familiare, le raccolte non effettuate sono state 60, di cui 16 per cause cliniche e 44 per cause organizzative, mentre ci sono ancora alcune coppie che sono in attesa di donazione. I dati sono sì leggermente aumentati ma il grave problema rimane l’organizzazione. La donazione risulta infatti impossibile durante il sabato, la domenica, le festività, oppure se manca un’ostetrica dato che durante il prelievo ne servono due, tutti fattori causati purtroppo della mancanza di fondi“.

“Il cordone – ha proseguito Di Biagio – contiene cellule staminali che vanno a ricreare il midollo distrutto durante i trattamenti a cui si sottopongono i bambini affetti da leucemia. Ovviamente per effettuare la donazione, completamente indolore sia per la mamma che per il bambino, c’è una procedura necessaria a verificare l’effettiva idoneità dei donatori. Più cordoni vengono donati più bambini si possono salvare poiché il sangue raccolto viene reso disponibile a livello mondiale. Per far aumentare il numero delle donazioni è bene sensibilizzare non solo le donne ma anche le istituzioni perchè solo loro, migliorando il sistema organizzativo, possono fare in modo che le preziose donazioni non vadano perse”.

Presenti all’incontro anche Vincenzo Pulcini presidente dell’Avis Cupra, Massimo Lauri presidente provinciale Avis, il sindaco Domenico D’Annibali, l’assessore alle politiche sociali Anna Maria Cerolini, l’Assessore alla cultura Luciano Bruni, l’assessore al turismo Marco Malaigia, l’assessore allo sport Alessandro Carosi.

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