SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ore e ore di attesa hanno caratterizzato la mattinata del 5 novembre del Pronto Soccorso dell’Ospedale di San Benedetto, tanto che una persona per farsi mettere cinque punti di sutura ha atteso cinque ore. Ci siamo trovati in questa situazione e ve la raccontiamo. Non neghiamo che un ospedale è un meccanismo complesso, che il Pronto Soccorso giustamente stila una lista di priorità ed è giusto che i mali minori possano attendere più tempo per la cura. Però comunque cinque ore per cinque punti di sutura sono un fatto da raccontare.

Persone giunte alle 9 del mattino, per qualche medicazione, per crampi addominali, dolori post incidente automobilistico, sono rimasti nella sala d’attesa dopo essere passati al Triage, il punto d’accesso al Pronto Soccorso dove vengono schedate le persone e in base al problema viene attribuito un colore, dal bianco al rosso, secondo la gravità.

“Sono qui dalle 9 di stamattina, ho da poco avuto un cesareo e proprio in prossimità del taglio mi sono venuti forti crampi addominali”, ci racconta una signora alle 13.30. La stessa signora prova a informarsi su quando toccherà a lei. Le dicono che manca poco.

Passa un’altra ora, arriva un’ ambulanza che ha precedenza su tutti, la signora che aveva con sé il bambino appena nato, sconfortata, decide di andarsene. Alle 14.45 una collaboratrice della Croce Rossa chiama la signora e non trovandola più in sala d’attesa commenta : ”Si vede che non stava male”.

Troviamo tra coloro che hanno bisogno di una medicazione anche il consigliere provinciale d’opposizione, Gabriele Illuminati, presentatosi al Pronto Soccorso alle ore 9.30 a causa di una ferita sul braccio provocata da una motosega. Illuminati riesce ad entrare alle 14.50, dopo più di cinque ore di attesa e dichiara: ”Chi fra i politici potrebbe fare qualcosa per risolvere questi problemi, immagino che passi per altri corridoi per accedere ai servizi. Non fa sicuramente le file al Triage”.

Ad un certo punto poi esce un’infermiera che chiama i familiari di un paziente già in visita, per consegnare i suoi “effetti personali”. Per carità, sarà anche la prassi, ma la moglie del paziente è sbiancata temendo il peggio.

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