SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Si è aperto il processo per individuare i responsabili dello smaltimento incontrollato di pannelli di eternit scoperto dalla Guardia di Finanza nei pressi del fiume Tronto a gennaio 2009. Indagata l’azienda proprietaria del piccolo stabilimento nel quale sono stati trovati i materiali tossici.

I rifiuti erano depositati in una “baracchetta”, così definita in aula dalle Fiamme Gialle, posizionata proprio nel bel mezzo di un complesso commerciale vicino la contrada San Giovanni di Porto D’Ascoli.

Gli uomini della Guardia di Finanza hanno individuato la proprietà dello stabile e successivamente denunciato il fatto e per la società titolare dell’immobile è scattata l’accusa di smaltimento di rifiuti pericolosi.

In aula il presidente del consiglio di amministrazione della società indagata ha declinato ogni responsabilità: «E’ un luogo che non frequentiamo da tempo, tutti ci possono entrare perché il cancello è quasi sempre aperto per via dei negozi adiacenti. Noi non abbiamo mai scaricato e depositato merce o materiali in quel posto, questo è certo»

Secondo il rappresentante dell’impresa, quel piccolo complesso di circa 40 mq risulterebbe inattivo per la società. Ha dichiarato: «Dopo la denuncia della Guardia di Finanza abbiamo scoperto il fatto e provveduto allo smaltimento accollandoci tutte le spese. Non abbiamo nemmeno sporto denuncia».

Nelle prossime udienze verranno vagliate tutte le ipotesi del caso e forse della vicenda si troverà anche un responsabile.

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