SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Spaccò una bottiglia sulla testa del titolare di un noto locale sambenedettese: era il 22 novembre 2009 e oggi, venerdì 20 novembre, si è tenuta la prima udienza del processo, al Palazzo di Giustizia di San Benedetto. Il locale era il Lily White, in zona Ragnola (nel frattempo chiuso), e l’imputato un uomo di nazionalità albanese che è accusato di essere autore dell’atto contro uno dei tre ex gestori.
Vittorio P., questo il nome della parte offesa, ha raccontato al giudice Giuliana Filippello gli eventi accaduti in quella notte. Ad un gruppetto di giovani era stato vietato l’ingresso in quanto visibilmente ubriachi e onde evitare spiacevoli incidenti Vittorio P. decise di respingerli preventivamente. I giovani, infastiditi, si allontanarono dal locale per farvi ritorno verso le 4 del mattino, a quanto dichiara il gestore, e per ragioni ancora non chiare hanno innescato una discussione con altri ragazzi presenti nel parcheggio.

L’uomo confessa di essersi accorto del fatto ma certo che la sicurezza avrebbe svolto il suo lavoro continuò a raccogliere bottiglie e bicchieri che la clientela aveva lasciato nel piazzale. A questo punto si avvide che uno degli albanesi coinvolti nel parapiglia aveva raccolto dall’asfalto una bottiglia e, spezzando la parte inferiore con un colpo a terra, si dirigeva verso il gruppo con fare minaccioso.

La sicurezza del locale intervenne repentinamente ma il giovane Vittorio P. si accorse troppo tardi che la situazione stava degenerando e quando tentò l’intervento subì il duro colpo al volto. Egli stesso al giudice ha riferito che: «Sono intervenuto per fermare il ragazzo che si dirigeva verso il gruppo dove c’era un uomo della sicurezza che placava gli animi, volevo evitare danni».

Anche l’addetto alla sicurezza ha confermato che i giovani erano particolarmente agguerriti e minacciosi, ma la confusione del momento non permise di comprendere immediatamente l’accaduto. Solo a danno fatto si accorse che il volto del suo titolare era ricoperto dal sangue.

Intervenuta la polizia i giovani furono condotti in Commissariato e il gestore del locale fu trasportato in ospedale con urgenza. In seguito alle indagini la parte lesa è stata in grado di riconoscere il suo aggressore ed oggi, si è dimostrata pronta e decisa a denunciare la sua verità davanti la corte chiedendo giustizia.

Non mancheranno aggiornamenti sulla vicenda.

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