SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Prosegue la rassegna degli “Aperitivi con il design”, promossi dal Consorzio Universitario Piceno, dalla Facoltà di Architettura dell’Università di Camerino, dall’Adi (Associazione per il disegno industriale) e dalla Eusebi arredamenti, che ospita gli incontri nel suo showroom di via Pasubio a San Benedetto.

Giovedì 21 maggio è stata la volta di Bruno e Lorenzo Gecchelin, rispettivamente padre e figlio, designer ambedue vincitori del “Compasso d’Oro”, riconoscimento assegnato dall’Adi per premiare il miglior design di prodotto: Bruno nel 1989 per la serie di proiettori “Shuttle” della iGuzzini Illuminazione, Lorenzo nel 2004 per lo spremiagrumi della serie “Latina” della Fratelli Guzzini. Tra l’altro, lo showroom Eusebi ospita fino al 29 maggio proprio una mostra sul “Compasso d’Oro”, con una selezione dei prodotti premiati dal 1954 ad oggi.

Alla domanda «Che cos’è il design?», Bruno Gecchelin risponde: «È una progettazione degli oggetti fatta in modo tale da dargli un’anima. Quando ero ragazzo feci dei disegni di automobili bellissime, ma mi fu detto: “Questo non è design, è solo styling, sono solo forme belle, ma senza giustificazione pratica”. Il design industriale progetta prodotti belli, ma che devono essere costruiti su larga scala, e devono essere utili a tutti. Una lampada bella mi gratifica, ha un valore, ha personalità. Ho disegnato 100 lampade, e nessuna è uguale all’altra, ognuna ha la sua anima. Al tempo stesso, però, in tutte si vede la mia personalità, che non è uguale a quella di nessun altro designer».

Lorenzo Gecchelin, invece, descrive così il suo spremiagrumi, decisamente inconsueto: «L’obiettivo era realizzare in un solo pezzo un oggetto che in genere è formato da due pezzi, con un risparmio di costi. La forma è stata quindi suggerita dalla funzione, non è totalmente fantasiosa; anche le necessità tecniche (un solo passaggio per lo stampo) ci hanno suggerito come realizzarla. Spesso sono proprio le difficoltà che creano l’opportunità per il design: il continuo confronto tra designer, ingegneri, azienda e pubblico serve a migliorare sé stessi e i propri prodotti. Non amo i designer e gli architetti che fanno le star, che fanno marketing di sé stessi».

I due designer hanno mostrato anche una serie di progetti molto innovativi, realizzati per grandi aziende, ma che non hanno mai visto la luce: «Nelle aziende grandi ci sono troppe persone che hanno una piccola parte di potere decisionale; alla fine non decide nessuno e i progetti si perdono. Nelle piccole aziende invece a volte il titolare si “sporca le mani” in fabbrica, entra dentro il processo di progettazione e prototipazione, e può quindi decidere di realizzare un progetto con cognizione di causa».

Il prossimo e ultimo “Aperitivo con il design” si terrà venerdì 29 maggio, sempre presso lo showroom Eusebi, e vedrà protagonista Alberto Bassi, storico del design, che parlerà sul tema “Design e media: verso nuovi equilibri”.

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