dal settimanale Riviera Oggi numero 772
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Scogliere, scogliere, scogliere. Siamo sicuri che le barriere frangiflutti siano l’unico sistema per difendere le nostre spiagge dall’erosione? Facendo un giro sul web si ottengono agevolmente informazioni che ci fanno dare una risposta negativa all’interrogativo. Le scogliere frangiflutti “tradizionali”, secondo molti, sono un sistema anti erosione ormai superato e persino controproducente, per alcuni aspetti.
Un sistema alternativo da tenere in considerazione anche nella Riviera delle Palme potrebbe essere infatti la realizzazione di barriere soffolte o reef artificiali, che piazzati sul fondo ad una distanza tra i 150–200 metri dalla costa interrompono il moto ondoso, dissipandone l’energia distruttiva e proteggendo perciò la costa dalle mareggiate e dall’erosione. Questa soluzione in Australia è abbastanza comune per fronteggiare la forza dell’oceano sulle spiagge. Attualmente è in corso la costruzione del primo reef artificiale nella spiaggia di Boscombe in Inghilterra. Ma non occorre andare così lontano, anche in Italia da questo punto di vista ci si sta muovendo. Sono attualmente allo studio di fattibilità i piani di protezione della costa basati su questo sistema nei comuni di Varazze (Liguria), Marina di Massa (Toscana), Santa Marinella (Lazio) e Cattolica (Romagna).
COSA NON VA NELLE SCOGLIERE Si potrà dire che le scogliere tradizionali in un certo senso il loro dovere lo fanno e lo fanno ancora, visto che continuano a essere disposte davanti alle nostre spiagge. Ci sarà pure un motivo per il quale dagli anni ’60 ad oggi si sono affermate come lo strumento principe per la lotta all’erosione. Eppure hanno degli effetti controproducenti. Vediamo quali. Dove sono state realizzate, le scogliere emerse hanno giovato nel breve e medio periodo alla stabilizzazione del litorale protetto, ma hanno avuto effetti negativi sulla qualità delle acque e dei fondali tra le scogliere e la battigia. L’acqua marina ristagna se ci sono le scogliere, e nell’Adriatico può accadere che nel periodo estivo l’innalzamento della temperatura dell’acqua e il ridotto scambio con il mare aperto possano provocare persino un degrado tale da far scattare il divieto di balneazione. I reef artificiali invece non ostacolano il normale rimescolamento delle acque e quindi impediscono la proliferazione delle alghe. Permettono anche l’allargamento della porzione di spiaggia e, a differenza delle tradizionali scogliere, evitano l’erosione dei punti non protetti. Non hanno impatto visivo e fanno risparmiare tanti bei soldini, perché rendono non più necessari i periodici ripascimenti delle spiagge, cioè il trasporto nei litorali fortemente erosi di materiale sabbioso prelevato in un altro posto.
Sentite cosa si dice in questo interessante documento presente in Rete: «Gli studi nella letteratura ingegneristica costiera hanno dimostrato che le strutture, cosiddette “rigide”, possono apportare una stabilizzazione del litorale protetto ma provocano lo spostamento dell’azione erosiva sui litorali adiacenti; si sottolinea anche che la protezione dell’arenile comporta modificazioni della linea di battigia che a fronte di un assetto rettilineo assume una forma arcuata e irregolare. Inoltre esse hanno un carattere molto impattante sul territorio, sia a livello puramente visivo ma soprattutto per ciò che riguarda la qualità dei fondali e delle acque marine dando per esempio luogo a fenomeni di eutrofizzazione (proliferazione di alghe) a causa del ristagno d’acqua che si crea tra le scogliere frangiflutti o i pennelli e la linea di riva. Non c’è da dimenticare infine che, dal punto di vista turistico balneare, nel caso di frangiflutti paralleli alla costa, il profilo risultante dei fondali può diventare un pericolo per bagnanti inesperti al nuoto, a causa della formazione di fosse a ridosso degli stessi fronte mare e sulle aperture da esse delimitate».
Da questo documento si apprende inoltre che esistono anche tecnologie di Beach Management System per il drenaggio dell’acqua delle onde, che viene raccolta da un sistema di tubazioni sotterranee e viene inviata a vasche di raccolta che provvedono ad inviarla nuovamente nel mare. Insomma, fra reef artificiali e drenaggi altamente innovativi, il settore dell’ingegneria costiera è in continua evoluzione. Le scogliere tradizionali invece non risolvono il problema erosivo, hanno un alto impatto estetico ed ambientale, modificano in maniera irregolare la linea di costa. Nel resto del mondo e anche in Italia gli specialisti e le istituzioni si stanno dedicando allo studio e alla sperimentazione di sistemi innovativi. Noi nella Riviera delle Palme vogliamo rimanere indietro?

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Avevo già visto i reef artificiali a Dubai.
Da quelle parti, dopo le palme, stanno costruendo "il mondo" in mezzo all'oceano.
Per proteggere la nuova sabbia utilizzata per innalzare le isole artificiali hanno, appunto creato quei reef. Li hanno trovati più efficaci delle scogliere.
Tutto evolve, la mente umana genera innovazioni: è giusto che anche da noi se ne parli e si studi la fattibilità.
Oliver complimenti. Finalmente se ne comincia a parlare! Poi magari anche realizzato prima o poi visto che stiamo perdendo pezzi di teriitorio!!!!!!
Scusate, non vorrei fare il bastian contrario, ma dal porto al Sud-Est non ci sono proprio le barriere soffolte e durante la mareggiata di quet'inverno si sono rivelate completamente inutili?
Il vero problema è che continuiamo costantemente a "violentare" la natura ed il territorio e le conseguenze disastrose sono sotto gli occhi di tutti!
finalmente parole giuste sulla difesa della costa solo se ti posso dare un consiglio ,focalizzerei il discorso contro la costruzione del terzo braccio del porto il quale distruggerà l,arenile sia a nord che a sud
Forse vado un po' fuori tema, ma alcuni discorsi mi fanno innervosire. Gino Arzani probabilmente immagina la natura sia statica. La natura, invece, è viva, e si muove evolvendosi in continuazione (pensate al terremoto). Non sopporto le persone che si allarmano se la temperatura media in un anno sale di 0.5°C o quelle che gridano alla catastrofe se una mareggiata fa salire temporaneamente di 1 o 2 mt il livello del mare. Nessuno ha violentato la spiaggia di sbt. E' assurdo immaginare che la temperatura debba sempre essere uguale alla sua media e non possiamo spaventarci ogni volta che le… Leggi il resto »
Interessante, però così ogni reef di 150mt di lato viene ad essere 11.250 mq di blocchi sommersi… contro i 600 mq di una comune scogliera di pari fronte… per cui immagino che i costi di realizzazione siano molto più alti… Uhm… comunque è interessante come possibilità, da valutare… @Gundam: ovviamente la base su cui si lancia l'allarme non è annuale, guarda qui: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f4/Instrumental_Temperature_Record.png Non credo che possa lasciare indifferenti quanto questo grafico combaci con i consumi di energia fossile della civiltà occidentale. Dopodichè, ognuno tragga le sue conclusioni. E' ovvio che un'estate calda non è il segno del declino del… Leggi il resto »
La cassa di colmata costruita al molo nord x la realizzazione del terzo braccio ha cambiato le correnti,prima in giornate di scirocco forte lo spazio d'acqua dietro il molo aveva un corridoio di uscita pulito ora non c'è piu le onde rompono ovunque
Il terzo braccio del porto se sarà costruito avrà un impatto ambientale devastante sul nostro territorio
Infatti, hai proprio ragione tu Gundam! Non è assolutamente vero che stiamo inquinando di tutto e di più, che produciamo gas da effetto serra che alzano la temperatura del pianeta, rifiuti tossici e nucleari, che costruiamo negli alvei dei fiumi (che abbiamo imbrigliato a monte ma non riusciamo a gestirne le piene se non aprendo le dighe) e nelle golene per gridare poi all'inondazione all'incirca ogni 2 mesi, che cementifichiamo la costa costruendo a 10 metri dalla battigia (vedi Porto Recanati) e vediamo il mare portarsi via poi tutto e potrei continuare per ore, ma penso che sia proprio inutile… Leggi il resto »
Gundam dare dello sciocco ad una persona non è corretto. Tu non sei il detentore della verità assoluta come non lo è nessuno. Arzani ha espresso una sua opinione che è giusta. Per quanto riguarda l'avanzamento del mare (perchè di questo si sta parlando non di surriscaldamento planetario) le infrastrutture che l'uomo costruisce MODIFICANO il moto ondoso e la forza delle maree si scaricano dove non c'è protezione….inoltre se si creano ostacoli non si permette lo spostamento dei sedimenti, se si continua a prelevare ghiaia dai fiumi non c'è più il trasporto dei sedimenti al mare… etc….quando si realizza un'opera… Leggi il resto »
Caro Gino Arzani, ho già scritto il mio nome, mi chiamo Andrea Illuminati. Scrivo da anni con il nickname Gundam, e continuerò a farlo. Mi chiedo come possa sapere che non ho la benché minima coscienza ecologica, ma le assicuro che si sbaglia. Ho scritto quello che penso, ovvero che stiamo dimenticando la variabilità degli eventi climatici, di conseguenza la loro forza e violenza. Troppo spesso diamo la colpa di tali eventi all'uomo, senza constatare che la variabilità è insita nella natura. Il mio commento non accennava affato all'inquinamento: faccenda decisamente diversa dalle mareggiate. Dal punto di vista climatico, in… Leggi il resto »