SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una scuola “libera”. E’ quella che l’avvocato Marco Sermarini ha presentato, sabato 15 novembre, in un incontro presso la Casa San Francesco di Grottammare: si chiama Scuola Media Libera G.K. Chesterton, uno scrittore inglese che ammoniva i suoi contemporanei del pericolo che correvano le scuole pubbliche: la standardization by low standards, ovvero la standardizzazione verso bassi standard formativi.

Le ragioni dell’apertura di una scuola “formativa” a San Benedetto (è attiva da due mesi e si trova in via Valtellina, a Porto d’Ascoli) sono da ricercarsi anche in quell’Emergenza educativa su cui recentemente ha posto l’attenzione Papa Benedetto XVI.
La Scuola Chesterton basa la sua legittimazione sulla cosiddetta “Scuola paterna“. In sostanza, è previsto dai nostri ordinamenti (dalla riforma Casati del 1859, a quella Gentile del ’23, fino alla Costituzione del ’48) che i genitori, che ne abbiano le capacità culturali e economiche, tengano presso di sé i figli per l’assolvimento legittimo della formazione. «Migliorare l’attuale scuola italiana è difficilissimo» dichiara Sermarini, «perché, per come è strutturata, è estremamente burocratizzata. E’ una scuola con un impianto che fa capo alla Legge Casati del 1859, quindi estremamente appesantita. Noi crediamo molto nell’autonomia scolastica: che ogni preside si organizzi come meglio crede, fermi restando gli standard adeguati d’istruzione, di formazione, di didattica, sui quali lo Stato deve comunque vigilare. Non tutte le scuole devono mirare agli stessi obiettivi. Si possono avere e sono legittimi degli obiettivi anche differenti. In un’Italia vera gli obiettivi diversi dovrebbero essere segno di grande democrazia».

Il progetto della Scuola Media Libera è gestito dalla Società Cooperativa Sociale “Capitani Coraggiosi”, che da anni si occupa di Educazione, attraverso attività di doposcuola, centri ricreativi estivi e “Circolini”. La Cooperativa ha in programma di costruire un centro sportivo, scolastico (Medie e Superiori) e di formazione professionale. «I nostri obiettivi», specifica Sermarini, «saranno raggiunti quando avremo creato una scuola del popolo sambenedettese, dove si ravvivano le antiche tradizioni e un rapporto sano con la religione, una scuola che tenga conto del territorio dove si trova e che stringa un’alleanza con i genitori. Insomma, una scuola che si prenda la briga di educare questi ragazzi, ossia di tirare su degli uomini veri».

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