Il calcio. Si è conclusa un’altra domenica calcistica con alcune sorprese sul campo, specialmente in serie A. Prima divisione che può considerarsi l’unica a sopravvivere decentemente in un gioco dove, pur girando tantissimo denaro, dalla B alla C2, moltissime società sono sull’orlo del fallimento.
Le nuove regole, poi, che penalizzano in classifica i club insolventi, sono in confusione proponendo un curioso dilemma: conviene prendere buoni giocatori e non pagarli, sperando di ottenere penalizzazioni ininfluenti per la permanenza nella categoria? Ne ha usufruito, per esempio la Torres, potrà usufruine il Lanciano se vincerà i play out.
Oppure rispettare i bilanci e rischiare di retrocedere onestamente?
Senza dubbio conviene o meglio è più razionale la seconda ipotesi ma è anche vero che la lotta diventa impari e a guadagnarci sono gli stessi: quei presidenti che prima incassano poi non pagano. La Samb ne sa qualcosa.
Secondo me il calcio si è infilato in una strada senza ritorno se non quello di una riforma rivoluzionaria come potrebbero essere due gironi di serie B e due di C con l’eliminazione di almeno 40 società, e l’inserimento di regole ferree: prima paghi poi compri, se un mese non paghi gli stipendi non puoi scendere in campo, per esempio.
Se la Figc fa sul serio prepariamoci ad un ritorno in B senza passare per il campo. Credo.

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