MARTINSICURO – Le nuove direttive sulla raccolta differenziata sono state oggetto di un incontro che si è tenuto mercoledì 5 febbraio a Martinsicuro tra il sindaco Di Salvatore, gli esponenti della giunta, gli amministratori di condominio, l’associazione dei consumatori Arco e il presidente della Poliservice Gabriele Ceci.

Il prossimo 16 maggio si avrà il passaggio di gestione della raccolta differenziata dalla ditta Manutencoop alla Poliservice, società di servizi dell’Unione dei Comuni della Val Vibrata.

E il passaggio alla raccolta porta a porta “integrale” è stato oggetto di discussione per delineare le possibili strategie da attuare nelle abitazioni condominiali.

«Le tematiche affrontate sono state diverse – ha dichiarato Franco Venni, presidente nazionale dell’Arco Consumatori – ma le varie parti in causa hanno mostrato una volontà di attiva collaborazione affinché si possa giungere ad un miglioramento del servizio della raccolta differenziata a Martinsicuro».

Attualmente infatti la raccolta porta a porta dei rifiuti prevede lo smaltimento solo di secco e umido in appositi cassonetti ritirati in giorni stabiliti dalla ditta, mentre tutti gli altri materiali riciclabili sono depositati in apposite isole ecologiche. Gli svantaggi dell’attuale sistema consiste nel fatto che i cassonetti condominiali – che per regolamento dovrebbero rimanere all’interno delle aree abitative ed essere posti sulla strada solo per il ritiro – vengono di fatto tenuti perennemente in strada, diventando ricettacolo di ogni tipo di spazzatura lasciata dai passanti.

Il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti, invece, prevede bidoncini individuali non solo per secco e umido, ma anche per gli altri materiali come carta, plastica, vetro, che pertanto devono essere messi in strada e ritirati in maniera individuale da ogni famiglia nei giorni stabiliti della raccolta.

Dall’incontro è emerso che gli amministratori di condominio si sono mostrati concordi alle nuove disposizioni, ma hanno comunque avanzato la richiesta di poter lasciare i cassonetti condominiali per le palazzine con oltre dieci appartamenti. Per i bidoncini singoli, onde evitare che non vengano ritirati dalla strada dopo lo svuotamento dei rifiuti, attraverso un apposito codice identificativo si potrà risalire al proprietario e provvedere ad eventuali sanzioni disciplinari.

«Per i bidoncini dell’umido – ha spiegato Venni – l’Arco ha proposto un particolare contenitore traforato, che permette l’evaporazione dell’acqua contenuta nei rifiuti e che contribuirebbe ad alleggerire il peso totale della spazzatura che viene conferita in discarica. Ma abbiamo anche avanzato la possibilità i utilizzare i contenitori per la produzione di compost domestico laddove ce ne sia la possibilità».

Nel corso della serata è stato anche affrontato il tema del ritiro dei rifiuti ingombranti, che attualmente spesso stazionano in strada per molto tempo o giacciono impropriamente abbandonati nei pressi delle isole ecologiche. «Una possibile soluzione – ha spiegato il presidente dell’Arco – potrebbe essere quella di affidare il servizio ad una ditta privata che provvede su richiesta al ritiro del materiale entro poche ore, oppure quella, forse più utile, di considerare anche i rifiuti ingombranti come riciclabili: se si cambia la definizione dell’oggetto da “rifiuto” a “donazione”, questo non prende più la via della discarica bensì del trattamento finalizzato al recupero e alla vendita per beneficenza. Nel mondo esiste un cospicuo mercato dell’usato che convoglia milioni di oggetti non più utilizzati in Occidente verso molti paesi dell’Africa e dell’Asia, dove quegli stessi oggetti costituiscono beni di prima necessità».

Nel corso dell’incontro è stata anche constatata la necessità di attuare un’informazione capillare della popolazione sulla nuova tipologia di raccolta differenziata, al fine di renderla partecipe di un comportamento corretto e consapevole.

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