AREZZO – Bicchiere mezzo pieno. Bicchiere mezzo vuoto. La solita analisi, quando si pareggia fuori casa in una gara che ha regalato agli infreddoliti presenti tanti sbadigli e una dozzina di mischie che sarebbero piaciute all’allenatore della nazionale di rugby, Berzibier.

Cominciamo dalle cose positive: la Samb ha smosso la classifica, evitando la crisi (o rimandandola?) e dando una boccata di ossigeno anche a mister Ugolotti. Di più: per la prima volta non ha subito reti in trasferta, e, accanto all’ormai solito Galeotti (una sicurezza, lontano parente del giocatore impacciato di inizio campionato), anche Moi è cresciuto di molto, senza nessuna delle disattenzioni alle quali ci aveva abituato.

Il pacchetto difensivo è confermato da un Camisa che, pur non essendo un terzino sinistro, si sacrifica e bene (potrebbe essere spostato a destra, se Ferrini recupererà uno stato di forma discreto), e da un Visi sempre reattivo. Insomma la difesa, fatti gli opportuni scongiuri, potrebbe essere il reparto in grado di fare meglio rispetto a quello dello scorso campionato. Come sembrava, d’altronde, in campagna acquisti.

Discorso diverso per il centrocampo, dove ieri i tre mediani hanno dato prova di discrete capacità “podistiche” ma di scarso senso di appoggio alla manovra. Solo un’impennata di Giorgino alla fine del primo tempo, in pratica. Per il resto, passaggi orizzontali, o passaggi sbagliati, o palla lunga e pedalare, un po’ a casaccio. Qualcosa va cambiato, Ugolotti lo sa, ma forse in questo momento gli conviene pensare a rompere la manovra più che al bel calcio. Che certo, nel calcio sono importanti i punti, ma lo spettacolo offerto ieri dalle due squadre è stato molto deprimente.

Davanti, Soddimo continua purtroppo a deludere, Alteri fa tutto bene ma tira poco, Olivieri ogni tanto inventa ogni tanto s’addormenta (ma perché questa scostanza nel rendimento? Non può dipendere dal caso…). Morini, piuttosto, è l’uomo che riesce a vivacizzare sempre l’azione, ma parte sempre dalla panchini, mentre di Romanelli stiamo ancora aspettando una giocata apprezzabile.

Cambiare? Stravolgere? No. Di una cosa va dato atto alla squadra di ieri: sempre almeno nove calciatori, se non dieci, dietro il pallone quando questo era in possesso dell’Arezzo, a riprova di essere tornata, in fase di contenimento, la squadra di un anno fa. Ma certo, se il convento offre questo, probabilmente uomini come Morini, Palladini e forse anche il giovanissimo Iacoponi dovrebbero avere delle chance in più.

Ci sono anche altri discorsi da fare, più “filosofici” oseremmo dire, che riprenderemo in seguito sul nostro giornale.

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