SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «E’ stata una beffa pianificata, la variante normativa al Prg andava ritirata dall’ordine del giorno», sentenziano i consiglieri di Alleanza Nazionale. «Sono d’accordo nel merito della delibera, ma è inaccettabile che un consigliere comunale non possa disporre in tempo utile della documentazione necessaria», afferma Daniele Primavera di Rifondazione Comunista.
Oltre al disaccordo nel merito, dunque, la variante normativa al Prg approvata nel consiglio comunale del 15 dicembre mette in luce una oggettiva anomalia nel civico consesso della nostra amata cittadina. Se i consiglieri comunali non dispongono in tempo utile degli atti riguardanti una delibera importante, come possono crearsi un giudizio consapevole? A maggior ragione se si tratta di una materia indigesta ai neofiti come l’urbanistica.
Giovanni Gaspari ha ammesso che in futuro si cercherà di fornire più materiale per l’approfondimento ai consiglieri, precisando però che «bisogna capire qual’è il giusto punto di equilibrio fra l’approndimento necessario e l’urgenza di dare risposte alla città».
Prima della discussione del punto in questione, Giorgio De Vecchis di An ha fatto notare il mancato rispetto dell’articolo 66 del regolamento del consiglio comunale, secondo cui i consiglieri comunali devono ricevere cinque giorni prima della seduta gli atti e i documenti relativi ai punti all’ordine del giorno.
«Abbiamo ricevuto i documenti lunedì 11 dicembre, quattro giorni prima dunque. Per questo chiedo la questione pregiudiziale e il rinvio del punto a un’altra seduta». Richiesta di rinvio poi negata ai voti dalla maggioranza, con la significativa astensione del consigliere Ds Lina Lazzari. Ipotizziamo che l’ex presidente del consiglio comunale abbia compreso la legittimità della richiesta di De Vecchis.
Al termine della discussione sulla variante urbanistica, Daniele Primavera ha espresso il suo voto favorevole alla delibera, riservandosi però una puntualizzazione molto precisa: «E’ inaccettabile il ritardo nella consegna dei documenti ai consiglieri comunali. Auspico che in futuro ci sia maggior rispetto da parte della presidenza del consiglio».
Il giorno dopo il consiglio, Pasqualino Piunti e Giorgio De Vecchis hanno rincarato la dose, riferendosi anche alla richiesta di alcuni consiglieri di maggioranza che ha determinato la sospensione del consiglio alle 2:00 e la sua prosecuzione nella serata di lunedì 18 dicembre: «Bisogna capire una volta per tutte che il consiglio comunale non è un’assemblea di condominio. Bisognava stabilire in anticipo che il consiglio sarebbe stato interrotto a un’ora ben precisa».
Se fossero stati discussi anche gli altri tre punti inerenti a questioni urbanistiche, continuano gli esponenti di An, «avremmo riproposto il loro rinvio per lo stesso motivo».

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