SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Abbiamo vinto, ora puoi gridarlo a tutti». Le campane del Paese Alto suonano a festa, sono le 12:45 di martedì 28 novembre quando l’avvocato Gabriella Ceneri chiama da Ancona Pina Bruni, la cugina di Maria Pia Mauloni, per darle la notizia tanto attesa dalla folla di familiari e gente comune che da più di 24 ore presidiava l’entrata della Casa Famiglia Santa Gemma.
La Corte d’Appello di Ancona ha decretato la sospensione del provvedimento emanato una settimana fa dal Tribunale dei Minori della città dorica, con il quale si ordinava il ritorno in Belgio delle due sorelline di quattro e sette anni e il loro affidamento al padre.
Scene di giubilo fra la folla al momento dell’annuncio. Ora la madre e la nonna delle due bimbe contese rimarranno in Italia almeno fino al 12 dicembre, giorno dell’udienza decisiva: «Abbiamo vinto una battaglia, ma non la guerra», afferma la signora Maria Pia, nata in Belgio da famiglia italiana e docente di psicopedagogia in un istituto di formazione universitaria.
La vicenda ha scosso l’opinione pubblica cittadina perché il padre e il nonno paterno delle bimbe, anche loro di origine italiana, sono accusati di molestie sessuali nei confronti delle piccole. La madre le ha portate in Italia dai suoi genitori in un Comune del piceno, poi è stata arrestata su mandato di cattura internazionale con l’accusa di sottrazione di minore. Le bimbe sono state ospitate nell’istituto Santa Gemma e negli ultimi due giorni si è temuto che dovessero tornare in Belgio, perché il provvedimento di un tribunale di quel paese e del Tribunale dei Minori di Ancona concedeva l’affidamento al padre.
«Le nostre accuse sono basate su referti medici e psichiatrici – ci dice la nonna delle bimbe – documenti visionati da avvocati e associazioni contro la pedofilia. Ci sono anche dei disegni inquietanti fatti dalle bimbe. Ma purtroppo non sono stati considerati nella loro gravità dalla giustizia belga».
«Ringrazio il cuore della gente di San Benedetto che ci ha sostenuto in queste ore drammatiche», afferma emozionata la madre delle bimbe, che ora verranno seguite anche dai Servizi Sociali del Comune. «Noi vogliamo chiarire la verità e fare una giusta giustizia – continua la signora Mauloni – ora è già una vittoria che le bimbe possano rimanere al Santa Gemma».
La folla di mamme si era radunata davanti alla Casa famiglia fin da ieri mattina e con la loro presenza hanno sicuramente influito sulla sospensione del rimpatrio. La notizia arrivata da Ancona questa mattina rappresenta una vittoria per la gente che ha passato la notte vicino alla Torre dei Gualtieri, familiari, semplici cittadini, istituzioni. Il sindaco Giovanni Gaspari è rimasto al Paese Alto fino alla mezzanotte di ieri, l’assessore ai Servizi sociali Loredana Emili ha passato la mattinata fra la gente in attesa di notizie positive. «Sono orgoglioso di essere sindaco di questa città – ha detto Gaspari – il Paese Alto è un quartiere di gente straordinaria». Per la Emili la cosa più importante è che si possa dare serenità alle bambine, evitando di spostarle da un luogo protetto nel quale si stanno inserendo giorno dopo giorno.
Mezione d’onore per la società sportiva Torrione e per alcuni suoi dirigenti, che hanno passato la notte davanti al Santa Gemma offrendo ristoro e assistenza alle persone accorse. Anche la parrocchia di don Romualdo Scarponi ha fatto del suo meglio, ospitando la signora Mauloni in una sua struttura.

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