SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il dott. Maurizio Belligoni annuncia le ultime novità introdotte all’ospedale civile di San Benedetto, la cui direzione lascerà domani, per assumere quella dell’Agenzia sanitaria regionale dal 1 giugno. Al suo posto è stato nominato, come previsto, il dott. Giuseppe Petrone.
Per la prima volta la gastroenterologia al “Madonna del soccorso? avrà un primario (tecnicamente passerà dall’essere “unità semplice? ad “unità complessa?, con tre medici oltre al responsabile). Già il 26 aprile scorso, nell’unità attualmente guidata dal dott. Giuseppe Novelli, è stato compiuto il primo intervento chirurgico sulle vie biliari con tecnica mininvasiva e anestesia locale, grazie ad una convenzione con l’ospedale regionale di Ancona, il cui personale opera a San Benedetto, fino a quando i medici locali non avranno acquisito la nuova tecnica, così da poter agire autonomamente.
Già pienamente operativo, inoltre, il reparto di Day surgery centralizzato al livello +3 dell’ospedale, sotto la direzione del dott. Giuseppe Carta. Le tre stanze con dodici posti letto, più alcune poltrone in una quarta stanza per coloro che si sottopongono ad interventi di oculistica (reparto oggi ancora privo di un primario, mentre vengono eseguite dalle 30 alle 40 fluoroangiografie, esame di prevenzione della retinopatia), sono utilizzate soprattutto dalla chirurgia generale, dall’ortopedia, e dall’ostetricia. Il servizio è partito dal 18 aprile e consente una efficace programmazione degli interventi, e degli esami preliminari. I pazienti non restano più in ospedale due o tre giorni, ma dal mattino alla sera, salvo complicazioni, fin qui mai verificatesi.
Ancora sul fronte “gastroenterologia?, il dott. Novelli annuncia la prossima partecipazione dell’ospedale di San Benedetto al progetto nazionale di “screening? per la prevenzione del tumore al colon retto, non appena la campagna prenderà avvio. Quella della prevenzione delle varie forme turmorali, d’altra parte, non è ancora una pratica ben recepita dai cittadini, e dalle donne in particolare.
Il dott. Belligoni fa sapere di un contributo erogato dalla Fondazione Carisap all’acquisto di attrezzature per alcuni reparti dell’ospedale: nel 2005 è stato fornito un primo contributo di 220 mila euro, che rappresenta un terzo dello stanziamento previsto in tre anni. Al momento si sta valutando come utilizzare i fondi rimanenti: se per ulteriori attrezzature o addirittura per un nuovo macchinario della Tac.
I direttori delle unità di diabetologia, dott. Giacomo Vespasiani (già presidente nazionale per due anni dell’Associazione medici diabetologi), e di oncologia, dott. Giorgio De Signoribus, rendono noti i risultati di due distinte ricerche, entrambe presentate nelle scorse settimane a livello nazionale. La prima, di cui parla Vespasiani, ha evidenziato la qualità superiore rispetto alla media nazionale del trattamento che ricevono i 65 mila pazienti diabetici delle Marche, grazie all’archivio informatico unico dei dati relativi ad ognuno di essi, al maggior numero di casi seguiti, anche in ambito oculistico, con le fluoroangiografie di cui si è detto.
De Signoribus, da parte sua, evidenzia i risultati di una ricerca condotta dal “Collegio italiano primari oncologi medici ospealieri? (Cipomo) nel decennale della sua fondazione su 89 centri oncologici nazionali, a proposito del trattamento umano e medico che i pazienti oncologici ricevono. Il reparto dell’ospedale di San Benedetto, che come gli altri si è limitato a sottoporre il questionario ai pazienti nell’agosto 2005, trasmettendo le cartelle al Cipomo, ha ottenuto dai pazienti un livello di soddisfazione da parte dei pazienti superiore alla media nazionale, ma anche a quella regionale. Attualmente De Signoribus lavora ad un progetto per una migliore accoglienza psicologica sia ai pazienti, sia ai famigliari colpiti dal lutto dopo la malattia oncologica di un loro familiare.
Congedandosi dall’ospedale di San Benedetto Belligoni ha ringraziato tutti i suoi collaboratori e ha voluto ribadire gli standard qualitativi superiori alla percezione che spesso i cittadini hanno della struttura.

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