SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tegola Tares per gli stabilimenti balneari e i negozi di fiori e piante. Le nuove tariffe della tassa sui rifiuti prevedono un incremento che tocca rispettivamente il 127 e il 200%. All’interno di quest’ultima categoria rientrano anche pescherie, strutture ortofrutticole e di pizza al taglio. Tutto il contrario delle banche, che rispetto al passato godranno di una riduzione dello 0,76%.
“Prima gli istituti di credito venivano assimilati agli uffici, agli studi, ai sindacati, adesso invece subiscono un diverso trattamento – ha denunciato Luca Vignoli durante il Consiglio Comunale del 30 settembre, chiamato ad approvare la delibera – Mi sembra uno squilibrio eccessivo”. Per gli studi professionali e medici l’aumento è infatti del 70%.
L’amministrazione comunale si è quindi giustificata spiegando che gli istituti di credito producono meno rifiuti: “Non la trovo una motivazione accettabile, dato che il discorso vale pure per gli altri”, ha aggiunto Vignoli.
Non ridono nemmeno le associazioni munite di sede fissa (+197%), parrucchierie e barberie (+93%), supermercati (+65%), ristoranti (+35%).
Il documento è comunque passato con 13 voti a favore, 6 no e 3 astenuti (Calvaresi, Pellei e Gambini). Non pervenuti Loredana Emili e Sergio Pezzuoli, che avevano abbandonato l’emiciclo pochi minuti prima.
“Siamo un’amministrazione che ha governato e non ha creato squilibri – ha dichiarato il sindaco Gaspari – nella modulazione delle tariffe Tares abbiamo prestato massima attenzione alle famiglie e alle persone sole. Per quanto riguarda i servizi ambientali, credo vada apprezzata la scelta di ridurre i compensi dei membri del CdA. Ricordo che nei 10,2 milioni del costo del servizio, sono compresi i compensi del personale comunale addetto alla gestione della tassa e del servizio stesso perché è la legge che ce lo impone”.
La discussione si è poi spostata sul riequlibrio di Bilancio. “Stiamo monitorando il patto di stabilità e troviamo difficoltà nel programmare le opere pubbliche – ha spiegato l’assessore Fabio Urbinati – ma vorremmo superare il problema partecipando alla sperimentazione del bilancio di cassa. In questo modo potremmo mettere a disposizione più risorse per gli investimenti. In ogni caso, abbiamo investito 3 milioni di euro per l’edilizia scolastica. Rispetto allo scorso anno è stato più agevole assicurare la tenuta dei conti. Registriamo maggiori entrate per 197 mila euro nel settore sociali per i minori, 200 mila euro per il cimitero e 100 mila euro provenienti dalla cremazione che andremo a reinvestire sul civico cimitero”.

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Se le banche fanno meno spazzatura, mi aspetto anche una riduzione per i single e per le vedove…! Che VERGOGNA questa amministrazione…
Tasse,tasse e tasse: ma i soldi per pagarle chi li ha?
Se non si lavora, non si produce reddito (liquido), se non c’è reddito come si fa a pagare le tasse?
E hanno pure la faccia da c…….., pardon di bronzo di dire che loro sono a fianco dei cittadini, che amministrano per loro, che sono bravi a tenere sotto controllo la crisi, che sono i più bravi!!
Certo, a fare gli interessi di chi ci ha portato alla miseria attuale!
Aiutare le banche, aiutate le banche, prego!
Nel mio studio professionale produciamo solo carta (nella misura di un sacco giallo al mese o poco più) che portiamo da soli in ricicleria da anni e anni.
Mi sapete dire quali rifiuti in meno produce una banca rispetto a noi?
VERGOGNA INCOMPETENTI!!