DIRITTI AL PUNTO – UNA RUBRICA DELL’AVVOCATO ANDREA BROGLIA 

Il reddito di cittadinanza può essere pignorato?
Si.

Non ci sono ostacoli letterali alla pignorabilità del reddito di cittadinanza poiché il testo di legge che lo disciplina, nulla dispone al riguardo.
Non vi sono quindi ragioni di ordine logico o giuridico, in grado di impedire di disporre l’ordine di pagamento diretto della misura in favore della richiedente Della questione se ne è occupato recentemente anche il Tribunale di Trani con l’ordinanza del 20 gennaio 2020.

Una moglie, titolare di un assegno mensile di 360 euro per il contributo al mantenimento delle due figlie minori, ha richiesto al Giudice di ordinare al Ministero del lavoro e/o all’Inps, in qualità di ente erogatore del reddito di cittadinanza percepito dal marito, di provvedere al pagamento diretto della cifra suddetta in suo favore, stante l’inadempimento del coniuge.

Il Tribunale ha accolto tale richiesta in quanto, stante anche le considerazioni sopra riportate, ha ritenuto che il reddito di cittadinanza “possa essere utilizzato per i bisogni primari delle persone delle quali il titolare dell’assegno ha l’obbligo di prendersi cura, anche se non fa più parte dello stesso nucleo familiare”.

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