GROTTAMMARE – Ispirato alla vita di Carmine Crocco e alle sue scorribande nelle province lucane, in quanto testimone di ribellione come reazione e non rivoluzione, domenica 9 settembre, andrà in scena lo spettacolo “Briganti

Il Teatro dell’Arancio di Grottammare, ospiterà di nuovo dalle 21.30 in poi i Teatri Invisibili e sul palcoscenico salirà la Compagnia Berardi-Casolari, vincitrice del concorso internazionale L’altro Festival di Lugano.

“Briganti” affronta le tematiche del brigantaggio meridionale post-unitario (1860-61), traendo spunto da documenti storici di vicende realmente accadute e spesso tralasciate dalla storiografia ufficiale. Ad essi si miscela il mondo della tradizione orale popolare, non privo di spunti fantastici.

Vivere in un Paese che un bel giorno viene invaso, a tua insaputa ma per il tuo bene, da uno stato straniero. Combatti a favore dell’invasore, per liberarti del tuo governo di cui ti senti schiavo. Lotti per il possesso, promesso, di un lembo della tua terra, non appena il vecchio sovrano sarà sconfitto.Vinci la guerra, ma ti ritrovi senza terra né difese, in uno stato governato da facce diverse, ma gestito nella solita maniera dai soliti funzionari contro cui hai protestato. Poi vieni chiamato dall’esercito del nuovo regno a fare il soldato, abbandonando la terra che ancora una volta lavorerai come schiavo, la casa , gli affetti e l’idea di giustizia.

Tutto questo è la rivolta, sfogo naturale della rabbia crescente, derisa e ignorata, che nei poveri contadini accadeva durante l’unità d’Italia. Questi siamo noi, questo è il nostro giovane paese, questa è la nostra Storia, all’epoca dell’annessione (o conquista) del sud Italia ad opera del governo piemontese, che produsse un milione di caduti sul campo quando la nazione contava 27 milioni di abitanti.

I Briganti, bande armate passate alla storia come masnadieri o banditi mossi da puro spirito delinquenziale, sono messi in scena come metafora di ribellione al potere costituito e al contropotere opportunista. Come rappresentanti di una classe disperata e disonorata senza più prospettive che non ha altre vie di fuga se non la macchia.

Il loro motto diviene necessariamente: “Meglio morire in piedi che continuare a vivere così in ginocchio” Interprete e regista: Gianfranco Berardi. Assistenza alla regia: Gabriella Casolari. Supervisione di Marco Manchisi.

 

Biglietto unico 8 euro, abbonamento a 5 spettacoli 30 Euro. Info: Laboratorio Teatrale Re Nudo,tel. fax 0735 58.27.95 – teatriinvisibili@libero.itwww.teatriinvisibili.wordpress.com; Dante Albanesi tel. 329 615.40.38 – albadante@yahoo.it

 

 

 

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