Piano Tecnico. Non c’è molto da dire, visto che l’agognato ritorno tra i professionisti resta un sogno, inutile recriminare ma riprovarci è obbligatorio. Sará importante capitalizzare gli errori (a volte orrori!), a partire da giocatori di categoria e 3-4 esperti con ancora la voglia di correre, basarsi sui “nomi” è stato un errore da non ripetere. Anche la scelta dei tre (sei) under potrá fare la differenza. Se la Lega non deciderá di togliere una regola deleteria per le societá ma anche per gli stessi giovani calciatori.

 Piano finanziario, da sempre il piú importante come dimostra la storia della Sambenedettese dal 1990 in poi, vedasi seconda parte per rinfrescare la memoria. Ieri si è conclusa la prima gestione Massi per cui chiedere un consuntivo economico è giusto e normale per un organo di informazione che si rispetti. Pretendono trasparenza anche i numerosi sportivi che gli hanno dato una fiducia mai vista prima.

A prima vista sembra che la Sambenedettese chiuderá la stagione agonistica senza debiti. Lo lasciano pensare alcuni numeri ma soltanto Vittorio Massi puó certificarli. Per esempio, tra spettatori e abbonati la media presenze è di 5234. Stessa cosa per gli introiti di tutti gli sponsor che hanno rappresentato un record in termini quantitativi e qualitativi. La Scuola Calcio, contributi da parte della Lega e cose varie. In piú il merchandising (magliette, gadget e oggetti vari firmati Samb) che per il campionato scorso non è stato gestito direttamente dall’attuale  U.S. Sambenedettese ASD arl bensí dalla Rocas Srls, i cui titolari sono Vittorio Massi e Fausto Massi e come amministratrice la signora Morena Rossi. In questo particolare caso è importante rendere trasparente il vantaggio economico per la societá.

Queste le potenziali entrate, per le uscite che saranno anch’esse importanti, non abbiamo numeri ai quali fare riferimento ma crediamo che la U.S. Sambenedettese non avrá difficoltá a fornirli. La trasparenza non è mai troppa. Stavolta riteniamo, fino a prova contraria, che il bilancio risulterá un vanto per chi ha gestito il tutto, quindi per Vittorio Massi.

A Scienziati nel Pallone, stasera alle 19.30, per saperne di piú.

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SECONDA PARTE (a beneficio degli eterni smemorati) con un po’ di storia che non fa mai male. A partire dalla madre di tutti i guai. LETTURA CHE APPARIRA’ SUPERFLUEA AI TANTI SAMBENEDETTESI CHE LA CONOSCONO

La prima ‘disgrazia’ 34 anni fa. Da quel momento sfruttare il grande amore dei cittadini per la Samb è diventata una regola o quasi.

a-Nei primi anni novanta un certo Antonio Venturato da Mallorba (Treviso), con il consenso di sambenedettesi,  “acquistó” la societá rossoblu con una cambiale (purtroppo mai venuta alla luce e con risvolti a dir poco comici) di 4 miliardi di lire. Tutti fummo colti di sorpresa ma quando, dopo alcuni mesi, il sottoscritto chiese di far conoscere alla cittá entrate e uscite (il bilancio cioè) non ebbe risposta, anzi fui boicottato dall’altra stampa e dalla tifoseria. Neanche chi lo portó qui fece qualcosa per abbreviarne la permanenza alla Samb. Fu l’inizio della fine: al “Del Duca” apparve lo striscione “Grazie Venturato”, tanto ironico quanto realistico. Fatti non parole.

bFrancesco Agnello, il pericolo fu sventato in pochi giorni grazie ad un’inchiesta di Sambenedetto Oggi e di Giuseppe Buscemi che riveló l’inconsistenza di quel presunto acquirente della Samb, cosa che indusse Luciano Gaucci a riprendersi subito la societá. Fatti non parole.

 cAlberto Soldini, arrivó alla Sambenedettese sulle ceneri della gestione Mastellarini, finí anche lí con la condanna di 2 anni al presidente romano e 5 all’abruzzese Dante Paterna. Anche loro suggerito da sambenedettesi. Bancarotta fraudolenta. Famosa la bolgia in aula consiliare con il sottoscritto che sventoló alla platea i numerosi assegni ‘cabriolet’ avuti dai calciatori rossoblu (ancora li conservo); ricordo anche che Giuseppe Buscemi mostró ad Antonio Di Pietro – sostenitore del Soldini e presente in aula – un documento che provava i suoi non chiari rapporti con quel tale. Anche allora sempre noi avevamo inutilmente chiesto a Soldini i bilanci della Sambenedettese Calcio. Fatti non parole.

d-Roberto Pignotti, inizió il suo percorso societario con Sergio Spina e Claudio Bartolomei poi, per motivi piú o meno oscuri, rimase solo e collezionó debiti irrecuperabili, promozione tramutata in retrocessione. Anche a lui, sempre noi e solo noi, chiedevamo inutilmente conto dell’andamento economico, con il culmine durante una famosa conferenza stampa nella quale accennai a debiti per un milione di euro e in risposta fui invitato a lasciare la sala. Fatti non parole.

e-Domenico Serafino, dopo aver ingannato tutti per tanto tempo, appena venimmo a conoscenza di versamenti fatti (uno di quasi mezzo milione di euro davanti ad un notaio) dal coreano Kim Dae Jung e finiti chissá dove,  di insolvenze con la ditta che fece il manto erboso e altre notizie negative, gli chiedemmo i bilanci. Scoprimmo ‘buchi’ anche stavolta irrecuperabili. Fatti non parole.

f-Roberto Renzi, anche a lui chiedemmo trasparenza (epica la sua prima risposta: “certe domande le fanno in questura…”), stavolta sin da subito con i tifosi che ci urlavano di “lasciarlo lavorare in pace” (!). In seguito indagammo sulle sue attivitá lavorative, venimmo a sapere di un amministratore delegato, tale Pettinella Ivo da Avezzano e di una ‘strana’ societá sulla quale facemmo spesso ironia durante “Scienziati nel Pallone”. Sapevamo anche di stipendi non pagati ma ci esentammo dalla pubblicazione fino a quando gli stessi calciatori non uscirono ufficialmente allo scoperto. Fatti non parole.

Una SECONDA PARTE della quale avrei volentieri fatto a meno ma, visto che la memoria di certe pecore da tastiera é inesistente, devo periodicamente ripetermi. Perdonatemi.