SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa giunto stamane in redazione da parte del comitato “Fermiamo il consumo di suolo, rigeneriamo la città”, a firma di Amilcare Caselli.

“Area Brancadoro, zona Ragnola e la variante Areamare sono le più grandi aree di San Benedetto ancora libere dall’impermeabilizzazione. 

Con le attuali destinazioni (polo sportivo, polo ospedaliero e variante edilizia anche se per ora bloccata) inutili e sbagliate, non solo perderemo la possibilità di ogni futuro progetto ecologico (forestazione urbana, zone verdi, parchi comunali, corridoi ecologici eccetera) ma saranno irrimediabilmente compromessi gli ultimi terreni utili all’assorbimento delle acque meteoriche, lo scambio gassoso, per l’immagazzinamento di CO2 e delle polveri sottili. 

I terreni aperti sono una risorsa vitale per la sicurezza e la salute dei cittadini.
Un suolo “libero” assorbe fino a 3750 tonnellate d’acqua per ettaro o 400 millimetri di piogge, e noi di San Benedetto – il cui territorio è tutto a rischio idrogeologico – ci accorgiamo ogni anno di più dell’importanza di queste cifre.
Un ettaro di terreno trattiene 42 tonnellate di anidride carbonica all’anno, fino a 500 chili al giorno di CO2 e polveri sottili e contribuisce in modo sostanziale alla mitigazione delle isole di calore.

Ecco perché non sono “campi abbandonati” come qualcuno si ostina a dire, ma sono indispensabili alla nostra città che ha il record regionale di consumo di suolo (38%, dati ISPRA Legambiente), di inquinamento da polveri sottili e la maggiore densità abitativa. 

 

Per una sensibilizzazione dei cittadini, con la partecipazione di altre associazioni ambientaliste e politiche, il 15 ottobre c.m. saremo in V.le Moretti con un gazebo di volantinaggio”.