SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riportiamo la protesta dei rappresentanti dei genitori del consiglio d’istituto Isc Centro, riguardante la cessazione del servizio di trasporto scuolabus per la palestra ubicata fuori dal plesso scolastico.

 

“Senza fornire previamente alcuna comunicazione all’Istituto scolastico il Comune di San Benedetto del Tronto annuncia solo sulle testate giornalistiche che i ragazzi dell’Isc Centro non usufruiranno più del trasporto scuolabus per la palestra ubicata fuori dal plesso scolastico. Spetta infatti all’amministrazione comunale continuare lo svolgimento del servizio di trasporto scolastico al fine di garantire l’immediato e tempestivo esercizio del diritto fondamentale all’istruzione dei minori, ed a maggior ragione di quelli con disabilità.

Tale servizio deve essere reso a titolo gratuito in conformità con l’art. 28, comma 1, l. n. 118/1971 ed il principio del divieto di discriminazione di cui agli articoli 21 Carta dei diritti fondamentali UE e dell’articolo 14 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Con una comunicazione pubblicata su una testata giornalistica locale il Comune esternava l’avvenuto taglio del trasporto scolastico, definendolo “facoltativo”, allo scopo di “ammortizzare i costi dei trasferimenti degli alunni dalla Caselli alla Miscia” piuttosto che provvedere alla riorganizzazione del trasporto in funzione delle mutate esigenze del plesso “Moretti”. Tra l’altro, la soppressione del servizio per l’Isc Centro comporterà conseguentemente l’impossibilità di esecuzione del progetto “acque sicure”, avviato già nel precedente anno scolastico, al quale progetto numerosi studenti avrebbero dovuto partecipare già sin dal mese di settembre a in causa dell’indisponibilità del Complesso Polivalente di Porto d’Ascoli nel corso del precedente anno scolastico. 

Lo stesso Comune, anche lo scorso anno, si era già reso partecipe di numerosi disagi ai giovanissimi allievi allorquando, prelevando i bambini per condurli al plesso scolastico della scuola primaria “Marchegiani” ad orari improponibili, li lasciava poi dinanzi al plesso scolastico in largo anticipo rispetto all’orario di ingresso, senza alcuna custodia, anche in condizioni metereologiche avverse: tra i piccoli allievi era altresì presente qualche bimbo con disabilità e ciò aveva scatenato l’ira dei genitori che non erano disposti a sopportare simili comportamenti. 

Tutto ciò per poter fronteggiare all’esigenza di fornire il trasporto scolastico nell’ambito della disciplina dei servizi socio-assistenziali, benché non ne sussistessero le condizioni organizzative per garantire il trasporto, senza minimamente considerare la possibilità di convenzioni stipulate con locali associazioni di volontariato del territorio comunale.

Infine, la stessa amministrazione comunale, non ha né comunicato né motivato adeguatamente le ragioni dell’insufficienza di risorse necessarie ed in particolare non ha mostrato di avere ripartito le risorse tra studenti appartenenti ai due differenti plessi scolastici, penalizzando anche i portatori di handicap, in modo da evitare trattamenti discriminatori gli uni nei confronti degli altri. 

Per tutti gli studenti è indispensabile garantire condizioni eque per la realizzazione del diritto all’istruzione ed è per questo che i genitori sono in rivolta alla vigilia del suono della prima campanella annunciando azioni di protesta ed ogni altro atto conseguente affinché “il servizio pubblico di trasporto acquisisca la finalità assistenziale del diritto all’istruzione scolastica costituzionalmente garantito, e deve perciò prevalere sulle esigenze di natura finanziaria, di modo che disposizioni legislative contrarie darebbero luogo ad una serie di questioni di legittimità costituzionale, così come d’altronde ripetutamente affermato in riferimento alla materia dell’organizzazione scolastica e degli insegnanti di sostegno”.