SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È tempo di bilanci per l’Unione Rugby San Benedetto, che dopo aver chiuso il campionato di Serie B con una bella vittoria contro Jesi, ha ottenuto la salvezza posizionandosi al 6° posto a 31 punti. In occasione di questo traguardo raggiunto dopo la promozione dello scorso anno dalla Serie C, abbiamo intervistato il Presidente Edoardo Spinozzi.

Presidente, dopo la grande cavalcata verso la Serie B dello scorso anno, quest’anno è arrivata la salvezza proprio nella categoria raggiunta. Come valuta questa stagione? È soddisfatto?

“Di questa stagione possiamo essere molto soddisfatti perché non è mai scontato mantenere una categoria dopo la promozione dello scorso anno. I ragazzi hanno reagito bene nonostante il grande divario che abbiamo incontrato in questa competizione. Sono felice che la squadra sia uscita alla lunga dopo le prime partite di campionato in cui abbiamo trovato delle difficoltà. L’obiettivo della stagione era quello di raggiungere la metà della classifica e pensavamo fosse un po’ alto come traguardo, visto che il gruppo di giocatori è lo stesso con il quale abbiamo giocato la Serie C. Nonostante ciò lo abbiamo raggiunto”.

Nell’ultima gara, nel derby contro Jesi, oltre ad aver portato a casa la vittoria vi siete aggiudicati la Coppa Marche. Ci spiega come è nata l’idea di questo trofeo visto che non si sono competizioni a riguardo? Quanto significa per lei questa Coppa?

“L’idea della Coppa Marche è nata da me e dal presidente di Jesi Luca Faccenda. È una società con la quale collaboriamo da tempo e ci confrontiamo quotidianamente in termini di sviluppo impiantistico, morale e sportivo. Questo trofeo è importante perché insieme a Jesi siamo le uniche due squadre marchigiane che vantano la Serie B”. 

Abbiamo saputo che si sta creando un progetto per la tribuna del campo “Mandela”, ci può raccontare in breve come ha ideato questo progetto e come si potrebbe realizzare?

“Stiamo creando la prima tribuna in legno in Italia ed è un progetto che è simile a quello del Pnrr dello scorso anno, dove siamo arrivati secondi. Lo abbiamo ridimensionato e lo abbiamo suddiviso in lotti funzionali ed ogni anno verrà costruito un pezzo in più. Vorremo già da quest’anno partire con la costruzione della tribuna con impianto fotovoltaico, che andrebbe a sostituire quella presente attualmente, e sistemare i parcheggi anch’essi con pensiline fotovoltaiche. L’obiettivo è anche quello di creare una comunità energetica per sostenere le case popolari adiacenti al campo”. 

Sempre riguardo al Campo Mandela, ha altre idee da poter proporre?

“Sì c’è anche l’idea di creare degli uffici sotto la tribuna perché essendo più numerosi c’è la necessità di avere più spazi rispetto a quando siamo nati. Ci stiamo allargando anche in questo senso”.

Immagino che in estate programmerete la prossima stagione, ha già un’idea dei traguardi che vorrà raggiungere e quali modifiche eventualmente effettuare?

“Per la prossima stagione non ci siamo ancora seduti a tavolo per programmarla perché gli eventi di primaria importanza, tra cui quello della Nazionale Italiana del diciannove agosto, ci stanno impegnando molto tempo e risorse. A breve ci ragioneremo e vedremo il da farsi”.

Ultima domanda, da sambenedettese ho il sogno di poter vedere tutte le società sportive della città sotto un unico stemma e un’unica maglia. A prescindere dalle questioni extra-campo che decideranno le sorti della Sambenedettese Calcio, lei sarebbe disposto ad unirsi a questa iniziativa già intrapresa quest’anno dalla Sambenedettese Calcio a 5?

“Per quanto riguarda l’idea di unirsi con le altre società è davvero molto bella ma ho un mio pensiero a riguardo. Non è che non ci credo ma penso che la Sambenedettese sia solo il calcio e non è la stessa cosa riportarla sulle altre discipline, ma sottolineo è una mia opinione”.