ANCONA – I difensori di Leopoldo Wick, infermiere ascolano della Rsa di Offida condannato lo scorso mese di giugno all’ergastolo per l’omicidio di sei ospiti della struttura e del tentato omicidio di un altro anziano, hanno presentato il ricorso davanti ai giudici della Corte d’appello di Ancona al fine di impugnare la sentenza di primo grado. Gli avvocati Pietropaolo e Voltattorni hanno illustrato i motivi del ricorso, puntando in particolare sul fatto che quello che si è tenuto a carico dell’infermiere sia stato dal principio un processo indiziario e tale è rimasto nella sua interezza. Oltre ciò, poi, ci sarebbero anche alcuni aspetti tecnici e procedurali ai quali, secondo gli avvocati dell’infermiere, i giudici di Macerata non avrebbero dato il giusto rilievo: uno su tutti, le modalità di conservazione dei reperti. Anche il difensore dell’Asur Marche, Gianfranco Iadecola, nel corso della sua arringa aveva affermato che le perizie acquisite nel corso dell’attività di indagine non sarebbero dovute essere prese in considerazione. La Corte d’assise di Macerata, al termine del processo di primo grado, aveva condannato all’ergastolo Wick, ritenendolo responsabile di 6 dei 7 omicidi e di un solo caso di tentato omicidio, rispetto ai 4 ipotizzati dalla Procura. I giudici avevano inoltre condannato l’imputato al pagamento delle spese processuali e al risarcimento delle parti civili.