ANCONA – Approvato dalla giunta un atto per gestire l’allerta precoce dei defibrillatori automatici: il riuso di un software per salvare vite.

I defibrillatori nella Regione sono per ora 1290 e 35166 i soggetti autorizzati all’uso, i cosiddetti first responders. Saltamartini: “Morti improvvise, trend in crescita. Determinante il potenziamento della rete dei defibrillatori”. Segue la nota della Regione:

«Dotare la Regione Marche di uno strumento dinamico informatizzato per il censimento e la gestione dei defibrillatori esistenti sul territorio regionale e generare, al contempo, l’allertamento e il reclutamento precoce e geolocalizzato per  una risposta immediata da parte dei “First Responders”, operatori formati e disponibili al rapido intervento. E’ l’obiettivo che si propone una recente deliberazione adottata dalla giunta regionale in cui vengono stabilite le linee di indirizzo progettuali per il riuso di una piattaforma informatica per la gestione dei DAE (defibrillatori automatici extraospedalieri)  e l’allertamento precoce dei First Responders. Numerose evidenze scientifiche dimostrano, infatti, come un tempestivo intervento con compressioni toraciche e l’uso del defibrillatore prima dell’arrivo dei mezzi di soccorso sanitario, migliorino gli esiti di salute di cittadini vittime di arresto cardiaco improvviso, che è la terza causa di morte in Europa.

“E’ importante la presenza e l’utilizzo di defibrillatori, specie quelli automatici – spiega il vicepresidente e assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini –  che ormai devono essere presenti anche in palestre, supermercati, persino luoghi di culto e per la cosiddetta Legge del Buon Samaritano approvata nel 2021 ciascuno può utilizzarli senza commettere reato, anche perché le istruzioni si trovano sugli apparecchi. La Regione – prosegue il vicepresidente –  si sta adoperando per aumentare i corsi BLSD (Basic Life Support Defibrillation ) e il numero dei defibrillatori. Sono 1290 i DAE attualmente presenti sul territorio regionale (394 in provincia di Ancona, 257 nel pesarese, 212 nel maceratese, 199 nel fermano, 228 nell’ascolano).  Nel 2021 nelle Marche si sono registrate 1671 morti cardiache improvvise: un trend in crescita se si pensa che nel 2020 erano state 1462 e l’anno prima 1104. Dal 2018 ad oggi sono stati organizzati con la Regione 3797 corsi e ci sono 35166 soggetti che sono stati autorizzati all’uso del DAE. Solo nel 2021 sono stati fatti 897 corsi e 355 retraining e sono state autorizzate all’uso 8717 persone, mentre 2948 hanno fatto i corsi di aggiornamento.”

La tempestività di intervento e l’attuazione della cosiddetta “catena della sopravvivenza” sono fattori determinanti per massimizzare le possibilità di sopravvivenza negli eventi tempo-dipendenti; il primo anello della catena riguarda il riconoscimento precoce dell’arresto cardiaco improvviso e la chiamata al Numero di emergenza Unico Europeo 1112, a cui seguono le manovre precoci di rianimazione cardio-polmonare (RCP). Altro elemento determinante è la possibilità di ricorrere all’utilizzo del defibrillatore semiautomatico (DAE) che, a sua volta, può essere in molti casi decisivo per la sopravvivenza, qualora tempestivamente utilizzato in presenza di ritmi defibrillabili».