SAN BENEDETTO DEL TRONTO  – Si è svolta sabato 3 dicembre, alle ore 18, presso l’Auditorium Tebaldini di San Benedetto del Tronto, la presentazione del nuovo libro del giornalista e scrittore Andrea Vianello dal titolo “Storia immaginaria della mia famiglia” (Mondadori), nell’ambito della rassegna “Incontri con l’autore“, organizzata dall’associazione culturale I luoghi della scrittura con la libreria Libri ed eventi e con il patrocinio e il contributo dell’amministrazione comunale e della Regione Marche.

Abbiamo video intervistato Andrea Vianello, che ci ha parlato sia della sua antica passione per la scrittura sia delle sue fatiche letterarie con cui negli ultimi anni si è messo alla prova anche come scrittore. Vianello era stato già più volte a San Benedetto, la prima tredici anni fa, ed è tornato volentieri nella nostra città, ma questa volta, a differenza delle altre, per presentare un vero e proprio romanzo.

Storia immaginaria della mia famiglia“, come ci ha spiegato, è nato dalla volontà di recuperare certe memorie della sua famiglia che si sono perse, ma l’ha fatto con grande libertà, prendendo alcuni elementi e caratteri dei suoi nonni e parenti, trasferendoli in un’altra famiglia di cognome Zennaro e mescolando, quindi, cose vere a cose inventate, tanto che ormai è difficile persino per lui distinguere ciò che è vero da ciò che non lo è. Parlando poi del suo libro precedente, “Ogni parola che sapevo“, nato dalla sua tragica esperienza di malattia, dopo essere stato colpito da un ictus che gli aveva tolto la capacità di parlare, ha confessato quanto la scrittura sia stata per lui un’esperienza urgente, che ha voluto condividere con gli altri anche per superare il tabù della perdita del linguaggio, cosa che è riuscito a fare attraverso il suo grande sogno: quello di scrivere. Un sogno certo più complicato e più intimo, come ha ammesso, ma che proprio questo momento così drammatico della sua vita gli ha permesso di realizzare. E seppure fare il giornalista per lui abbia sempre significato raccontare storie, scrivere un romanzo gli ha permesso, però, di passare alla scrittura creativa, un’operazione complicata che comporta l’uso di un linguaggio diverso, ma che spera di poter continuare a fare, perché in fondo si sente sia giornalista che scrittore e soprattutto perché scrivere gli permette di avere un rapporto più forte e profondo con il vero se stesso.