GROTTAMMARE – Ampi consensi al teatro delle Energie di Grottammare per la piéce teatrale “Sybil” di Livia Castiglioni, portata in scena martedì 22 novembre da Federica Bognetti Silvia Giulia Mendola, con la regia di Silvia Giulia Mendola, nell’ambito della stagione teatrale “Energie Vive 2022/23”, organizzata dall’associazione “Profili artistici” con il sostegno dell’amministrazione comunale.

Sybil” è la tragica storia di una donna americana realmente esistita, Sybil Dorset, che ha costituito il primo caso di disturbo della personalità multipla, da quel momento in poi riconosciuto e ufficializzato dall’Associazione Americana di Psicologia, soprattutto grazie al lungo e faticoso lavoro della sua psicanalista, la dottoressa Cornelia B. Wilbur.

Non era facile portare sulla scena, forse tanto meno sul palco di un teatro, un tema di così grande impatto emotivo, una storia per certi versi cruda, fatta di luci e ombre e incentrata sull’io, un io frammentato e diviso in otto personalità, sette donne e un uomo, diversi per età, carattere, talenti e abilità. Eppure le due protagoniste hanno saputo restituire al pubblico, con delicatezza e garbo, ma al tempo stesso con decisione e vitalità, tutto il dramma consumato da una donna alla cui base si celavano un’infanzia e un’adolescenza segnate da inenarrabili e continue sevizie fisiche e psicologiche, perpetuate su di lei da una donna malata e disturbata: sua madre.

Il percorso psicoanalitico compiuto da Sybil con l’aiuto della dottoressa Wilbur è stato rappresentato sulla scena in tutta la sua travolgente e tragica verità, portando pian piano lo spettatore a cercare, quasi come se lo facesse insieme alla dottoressa, l’origine del suo male fino ad accompagnarla alla sua felice risoluzione. La divisione dell’io di Sybil in una pluralità di identità era, infatti, dovuta a tragedie esistenziali che accadevano nella sua vita e che, per reazione, la portavano a creare sempre nuove personalità in cui rifugiarsi per sfuggire di volta in volta a quella precedente. Così, solo attraverso una lunga e sofferta terapia fatta di diverse tecniche come il dialogo psicanalitico, le registrazioni delle voci delle sue diverse personalità, di cui Sybil all’inizio non era cosciente, e l’ipnosi, la giovane donna riesce finalmente a guarire, riconoscendosi come persona capace di dominare tutte le sfaccettature del proprio io finalmente ricomposto e di accettare e amare la propria vita a dispetto del  terribile passato.

Uno spettacolo di qualità, in cui la potenza scenica e la capacità interpretativa delle due uniche protagoniste ha tenuto sempre vivi l’interesse e l’attenzione del pubblico in un crescendo di emozioni forti e di sensazioni contrastanti.