SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo la conferenza stampa tenutasi ieri giovedì 3 novembre presso la sala stampa dello Stadio “Riviera delle Palme”, dove il direttore sportivo Vittorio Cozzella ha denunciato minacce da parte di un gruppo di tifosi prima della partita contro il Porto d’Ascoli, non si è fatta attendere la risposta da parte della tifoseria.

Prima di lasciarvi alla lettura del comunicato, ci teniamo a dire che “Riviera Oggi” si è indignata più volte per certi comportamenti ed è stata “isolata”.

Nell’estate appena passata o più precisamente il 13 giugno 2022 abbiamo invitato il presidente Renzi alla nostra trasmissione “Scienziati nel Pallone” per ottenere risposte chiare, limpide e chiarificatrici sulla società, sul perché del ritardato pagamento delle ultime due mensilità, le sue intenzioni, i suoi programmi presenti e futuri, le prospettive della Sambenedettese Calcio e del suo settore giovanile, i rapporti con l’ormai ex direttore Luca Faccioli, la mancata iscrizione alla Serie C e i motivi legati ad essa. (Prima di quella trasmissione domande simili di Riviera Oggi erano rimaste inevase, dopo Samb-Fano 1-0 per esempio, con l’aggravante che altri giornalisti ci ‘accusarono’ di essere invadenti e la cosa facilitò il silenzio dello stesso presidente Renzi).

L’invito non fu accettato e le domande, purtroppo, ancora oggi non hanno ricevuto una risposta, come d’altronde nella conferenza stampa del direttore Cozzella (qui per l’articolo del nostro Davide Pignotti). Tant’è che alla domanda sulle presunte voci riguardo al mancato pagamento dei rimborsi il diesse si è espresso: “Oggi non ci sono con la testa e la conferenza verte su altro“. Quando sarà possibile ricevere una risposta? C’è qualcosa da nascondere?

Ovviamente non sappiamo cosa sia successo veramente in quel di Monteprandone e dispiace che si sia creata questa situazione. Il direttore inoltre ci è sembrato molto scosso dall’accaduto e al termine della sua denuncia per l’episodio verificatosi ha affermato: “Rimango a disposizione per qualsiasi tipo di richiesta”.

Non chiediamo tanto e stavolta, con noi, anche i tifosi. La Sambenedettese Calcio negli ultimi vent’anni ne ha passate di tutti i colori ed è giusto che la preoccupazione ci sia. La città ha il diritto di sapere dagli addetti ai lavori cosa sta succedendo.

Riteniamo necessario, per l’ennesima volta, che venga chiarita definitivamente questa faccenda.

Questo il comunicato ufficiale della Curva Nord “Massimo Cioffi”

Passano gli anni, cambiano i volti, ma ci ritroviamo ad affrontare ancora una volta le solite situazioni.
Per più di un anno abbiamo atteso che il presidente Renzi facesse luce sulle circostanze che hanno portato alla mancata iscrizione in Serie C, ma siamo ancora senza risposta.

Abbiamo atteso anche che facesse luce sulle crescenti voci riguardanti problemi economici della società, mentre assistevamo allo smantellamento di una squadra che aveva vinto i playoff di categoria, nel totale silenzio di una dirigenza sempre lontana da San Benedetto. Quest’anno non abbiamo potuto fare altro che constatare la totale inadeguatezza di una rosa che, nei proclami di presidente e direttore sportivo, era stata allestita con l’obiettivo di tornare in Serie C. Cosa ancora più grave: ciò accade proprio a ridosso del centenario, un pessimo modo per celebrarlo.
Il responsabile di questa situazione ha un nome e un cognome: Vittorio Cozzella, colui che nel suo ruolo di direttore sportivo è deputato a scegliere i giocatori e formare la rosa. Se chiediamo le sue dimissioni (e se con noi le chiede tutto lo stadio che applaude i nostri cori all’indirizzo del medesimo) è solo per questo: per l’incapacità evidente nello svolgere il suo lavoro. Incapacità che dovrebbe essere sotto gli occhi anche del presidente Renzi, che gli ha affidato un compito e un mandato falliti in pieno. Eppure, da parte sua, non abbiamo sentito una sola parola a riguardo: cosa lega i due, al punto da rendere il direttore sportivo inamovibile nonostante i suoi fallimenti?

Un dirigente che vuole svolgere il suo lavoro in una piazza come San Benedetto sa che se farà bene sarà applaudito, se fallirà sarà contestato e, di fronte al totale fallimento del suo operato, dovrebbe capire da solo quando è il momento di fare un passo indietro e andarsene. D’altronde era stato Cozzella stesso a dire che qualora i risultati non fossero arrivati avrebbe rassegnato le dimissioni.
Domenica mattina, fuori dall’Hotel San Giacomo, non abbiamo fatto altro che ribadire quello che da settimane diciamo dagli spalti. Quella che è stata definita una minaccia dalla presunta vittima è avvenuta in un luogo pubblico, alla luce del sole, davanti a molti testimoni. Non in un contesto privato, ma durante un ritiro pre-gara: nulla di diverso e nulla di più della contestazione avvenuta dentro lo stadio durante la partita. Una contestazione dura e schietta, ma solo una contestazione e nulla più. Se ci fossero state violenze e minacce, per quale motivo la dirigenza, pur presente all’incontro, non ha neanche scritto due righe di denuncia pubblica dell’accaduto, neanche due righe in difesa di uno suo tesserato?
Oggi Cozzella si riscopre vittima di una minaccia, ma non ci è sembrato tanto spaventato quando chiedeva di incontrarci uno contro uno: a cosa alludeva?
Checché ne dica Cozzella, minacce non sono state fatte neanche nei confronti della squadra: in un momento di evidente sbandamento dei calciatori è stato effettuato un incontro (come molti ne sono stati fatti negli anni) per spronarli ad un maggior impegno. A dire il vero, probabilmente qualche effetto lo ha sortito dal momento che, almeno dal punto di vista dell’intensità di gioco, nelle ultime partite si è visto un miglioramento rispetto alle precedenti opache prestazioni. Anche in questo caso, se si fosse trattato di minacce, dove era la società? E perché i calciatori stessi non le hanno denunciate?

Noi non cambiamo idea: Cozzella è totalmente inadeguato e ha fallito nel suo compito. L’ultima parola sul futuro di Cozzella spetta ovviamente a chi lo ha scelto e in teoria dovrebbe pagargli lo stipendio: il presidente Renzi, a cui chiediamo ancora una volta di dar riscontro alla promessa di metterci la faccia in ogni situazione, sbandierata dal primo giorno in cui ha messo piede a San Benedetto. Sappiamo già che questa richiesta cadrà nel vuoto, come tutte le precedenti.

I presidenti come Renzi li conosciamo bene, perché purtroppo non è che l’ultimo di una lunga lista, con la colpa ancora più grave di avere allontanato e fatto disinnamorare troppi tifosi, proprio nell’anno del centenario. La nostra fiducia se l’è già giocata, ma questo abbiamo avuto modo di dirglielo già di persona: per il bene della Samb, ci auguriamo si decida presto a liberarla“.