SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Polizia di San Benedetto ha reso noto di aver arrestato, in un appartamento del lungomare di Porto d’Ascoli, un soggetto dedito allo spaccio di eroina. L’uomo, pluripregiudicato, aveva con sé 16 dosi della sostanza. Segue il comunicato: “Nella prima mattinata del 14 ottobre u.s., a seguito di diverse segnalazioni pervenute al personale della Polizia di Stato del Commissariato di P.S. di San Benedetto del Tronto riguardanti un appartamento, sito in una traversa del Lungomare di Porto D’Ascoli, in cui vi erano dei soggetti di origine Nordafricana dediti allo spaccio di eroina, gli operatori della Squadra di polizia giudiziaria del Commissariato effettuavano un blitz.

I poliziotti entrati nell’appartamento venivano però aggrediti da due cani di razza pittbull lasciati nell’ingresso privi di guinzaglio. Approfittando del diversivo creato dai cani,uno straniero tunisino pluripregiudicato, che dormiva in una delle stanze, appallottolava un paio di boxer che lanciava dalla finestra.

Tuttavia gli operatori, nonostante i cani, si accorgevano del movimento e si precipitavano in strada dove rinvenivano i boxer al cui interno erano celati due involucri in cellophane contenenti nr. 16 dosi di eroina già confezionate per lo spaccio.

Una volta calmati i cani si procedeva quindi alla perquisizione all’interno dell’appartamento rinvenendo anche un bilancino elettronico di precisione e ritagli di cellophane compatibile con quello utilizzato per confezionare le sedici dosi rinvenute in precedenza.

Per quanto sopra, ravvisati gli estremi della flagranza del reato di detenzione ai fini di cessione di sostanza stupefacente del tipo eroina, constatate le circostanze della consumazione del reato commesso da soggetto straniero dotato di spiccata capacità a delinquere desunta dai molteplici e specifici precedenti penali e di Polizia e con numerosi alias, nonché dalla recente sottoposizione alla misure di prevenzione della Sorveglianza speciale di P.S., si procedeva all’arresto in flagranza di reato a carico dello stesso che veniva associato alla Casa Circondariale di Ascoli Piceno a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente”.