SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è svolta questa mattina, presso la sala consiliare del Comune di San Benedetto, la presentazione del progetto sperimentale “Chance It” (Care and Health for Artists. Network to Cooperate in Europe). Partecipanti della conferenza stampa sono state l’assessore Lina Lazzari assieme a Mizar Tagliavini e Dafne Ciccola di ‘E.Artes Cum Panis’, compagnia professionale di arti performative contemporanee.

Ideato originariamente dall’associazione di promozione sociale sambenedettese ‘E.Artes Cum Panis’ e finanziato dalla piattaforma Erasmus Plus, il progetto “Chance It” nasce dalla volontà di offrire un supporto metodologico agli artisti affetti da malattie croniche e autoimmuni, al fine di renderli di nuovo operanti nel proprio settore e di aiutarli nel reinserimento lavorativo. Dalle statistiche europee emergono infatti dati allarmanti sulle patologie croniche e autoimmuni in merito all’incidenza sulla qualità della vita e sul lavoro; tali artisti abbandonano infatti molto spesso la loro professione non trovando risorse e contesti accoglienti che gli permettano di trasformare il proprio limite in creatività.

L’obiettivo di “Chance It” è proprio quello di dare sostegno psicofisico a tali persone e a creare contesti e risorse di supporto in primis nell’ambito privato, e poi nell’ambito professionale di appartenenza. Nel dettaglio, il progetto coopera al ripristino e al mantenimento di una prospettiva emotiva, spirituale e fisica positiva, attraverso un lavoro di gruppo che pone al centro la condivisione e la riapertura del canale artistico-creativo. Per attuare questi scopi, “Chance It” promuove dunque l’uso della danza e delle metodiche di apprendimento cinestetico e dei corretti stili di vita mettendo in campo competenze e strategie artistiche e pedagogiche di supporto a soggetti fragili e a situazioni di disagio.

Intento dell’associazione sarà quello di partire dal lavoro di ricerca “Zero Dolore”, volto a sostenere persone affette da fibromialgia, artrite, patologie degenerative a carico dell’apparato locomotore, dolore cronico e malattie autoimmuni traendo alimento dal metodo Feldenkrais e avvalendosi di metodi di supporto come l’analisi bioenergetica, studi sul sistema nervoso, plasticità del cervello, pilates, rolfing e il confronto di figure mediche. Le ricercatrici sambenedettesi Mizar Travaglini e Dafne Ciccola, in collaborazione con il partner portoghese ‘Dancar com Parkinson’, elaboreranno dunque una nuova metodologia adibita al sostegno di questa speciale categoria di lavoratori: il progetto partirà direttamente a Lisbona nel periodo di novembre per la pianificazione su carta dei vari step per poi procedere allo sviluppo vero e proprio della metodologia. Le attività derivanti dal progetto si svolgeranno di seguito a San Benedetto, in via Madonna della Pietà (sede dell’associazione), a partire dal mese di febbraio.

In occasione della presentazione del progetto, l’assessore Lazzari ha dichiarato: “Queste ragazze hanno la grande capacità di riuscire a portare l’arte fuori dai luoghi convenzionali. Mettersi in discussione e aprirsi al territorio è una componente valida e importante culturalmente e che personalmente mi piace molto. Queste caratteristiche le hanno portate a partecipare e a vincere un progetto europeo Erasmus, il primo finanziato e accolto in questa modalità, con artisti affetti da problemi di natura medica e poi inseriti e promossi come promotori di un progetto innovativo”.

“Il nostro può essere considerato a tutti gli effetti come progetto pilota che si rivolge ad un target speciale – ha spiegato Mizar Tagliavini illustrando le diverse fasi del lavoro -. Gli artisti costituiscono una fascia agli estremi della società; l’intento è di ridare dignità a chi perde il lavoro mirando a sviluppare attraverso la ricerca una metodologia di affronto e lavoro per artisti con patologie croniche autoimmuni. La nostra idea è quella di mettere insieme competenze e studi in ambito di neuroscienze per creare una metodologia che verrà trasmessa agli artisti europei che ne faranno richiesta attraverso una call europea. Vogliamo sensibilizzare il mondo del lavoro affinché si possa vedere la patologia come una risorsa, cercando di adattare tipologie e orari di lavoro a questi problemi salutar. Essendo un lavoro di ricerca, le fasi aperte al pubblico saranno quelle della formazione degli artisti e dei manager, dando priorità ad italiani e portoghesi, poi a tutta Europa”.