MACERATA – Il mese di agosto da poco conclusosi ha visto un netto incremento nei controlli effettuati dagli uomini della Guardia di Finanza della Compagnia di Civitanova Marche e dalla Tenenza di Porto Recanati, al fine di tenere a bada le attività illecite nella fascia costiera della Provincia, molto affollata nell’intenso periodo estivo. Tra i vari risultati ottenuti, spiccano il sequestro di 178 articoli firmati contraffatti e di 3713 articoli venduti senza licenza sulla spiaggia.

Segue il comunicato delle Fiamme Gialle:
«Nell’ambito dei servizi di controllo economico del territorio lungo il tratto costiero maceratese, particolarmente affollato durante il mese di agosto, al fine di contrastare ogni forma di abusivismo, evasione e commercializzazione contra legem, nonché allo scopo di prevenire e reprimere il fenomeno dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti, i militari della Compagnia di Civitanova Marche e della Tenenza di Porto Recanati hanno intensificato la presenza ispettiva.
In tale contesto le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro probatorio, presso il mercato settimanale di Civitanova Marche, 178 articoli, tra scarpe e ciabatte, riproducenti, palesemente contraffatti, i marchi Fendi e Gucci, procedendo alla contestuale denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica di Macerata di un cittadino italiano, per i reati di ricettazione, introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi.
Nel corso dei controlli effettuati nell’area adiacente alla stazione ferroviaria di Civitanova Marche, nonché nei principali luoghi di aggregazione, i militari della locale Compagnia, con l’ausilio di 2 unità cinofile antidroga, hanno denunciato 6 soggetti per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti e segnalato alle competenti Prefetture 4 consumatori di droghe, sottoponendo a sequestro, complessivamente, circa 50 grammi tra marijuana, hashish e cocaina.
Le attività di polizia economico-finanziaria hanno consentito, inoltre, di individuare 6 lavoratori in nero risultati in forza a due attività commerciali operanti nel settore della ristorazione. Nei confronti dei datori di lavoro inadempienti sarà irrogata, per ciascun dipendente non assunto, la c.d. “maxisanzione”, ammontante fino a € 43.200.
Le operazioni di monitoraggio dei militari hanno permesso inoltre di sanzionare, nel Comune di Porto Recanati, 9 venditori ambulanti, di cui 8 sconosciuti al Fisco, sorpresi a proporre in vendita, sull’arenile, prodotti vari sprovvisti della prescritta licenza per la commercializzazione itinerante: nei loro confronti sono stati sottoposti complessivamente a sequestro amministrativo, da parte dei militari della locale Tenenza, 3.713 articoli, di cui 513 per mancanza delle informazioni minime per l’acquirente, prescritte dal Codice del Consumo in materia di sicurezza prodotti.
Infine, gli interventi hanno riguardato la verifica del corretto assolvimento, da parte delle attività “stagionali”, dell’obbligo di memorizzazione elettronica del corrispettivo prescritto agli operatori economici, esercenti attività di commercio al dettaglio, e della contestuale emissione del c.d. “documento commerciale”, comunemente noto come “scontrino elettronico”. Sono state 19 le attività commerciali sanzionate a riguardo. Nel corso di tali controlli è stata, inoltre, individuata un’impresa operante nel settore del noleggio di campi di “padel”, risultata addirittura sprovvista del registratore telematico, apparecchio necessario alla citata memorizzazione e alla conseguente trasmissione telematica dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.

L’operazione di servizio si inserisce nel più ampio dispositivo di salvaguardia della sicurezza dei cittadini e dell’economia legale: l’evasione fiscale costituisce un grave ostacolo allo sviluppo economico perché distorce la concorrenza e l’allocazione delle risorse, mina il rapporto di fiducia tra cittadini e Stato e penalizza l’equità, sottraendo spazi di intervento a favore delle fasce sociali più deboli; parimenti, il lavoro nero è piaga per l’intero sistema economico perché sottrae risorse all’erario, mina gli interessi dei lavoratori, spesso sfruttati, e consente una competizione sleale con le imprese oneste. Da ultimo, l’aggressione ad ogni forma di criminalità restituisce competitività e legalità al mercato, alimentando gli investimenti e il conseguente sviluppo imprenditoriale ed economico che la criminalità mira a controllare e rallentare».