SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A breve la diretta video e gli interventi salienti del Consiglio comunale aperto sulla sanità in programma oggi, 12 maggio, presso il Municipio di San Benedetto del Tronto.

ORE 16.30 Il presidente Eldo Fanini dichiara aperta la seduta e passa la parola al sindaco Antonio Spazzafumo: “Voglio partire da lontano, quando mi candidai il problema principale era quello della sanità. Se oggi mi trovo qui a fare un consiglio comunale aperto rivolto alla sanità, mi faccio delle domande: la sanità locale non è stata considerata negli ultimi 20 anni. Il presidente Acquaroli sa quante volte ci siamo incontrati su questo tema. Noi non abbiamo simboli di partito, lavoriamo solo per il bene della città, facendo richieste e proposte, ma servono fatti. Oggi qui in questa seduta facciamo i fatti, insieme ai rappresentanti della Regione. Non ci devono essere divergenze, lasciamo da parte la politica ed iniziamo a pensare alla nostra città. Come sindaco ho chiesto alla Regione con fatti concreti”.

ORE 16.38 Parola ai capigruppo dei partiti del consiglio.

ORE 16.40 Lorenzo Marinangeli, Lega: “Negli ultimi anni si è vista una differenza abissale tra Marche Nord e Marche Sud. Noi siamo la quarta città più grande delle Marche, a livello di mobilità ospedaliera siamo il centro più importante tra Ancona e Pescara. C’è mancanza di personale specializzato ed infermieri. Chiedo da sambenedettese di intervenire con immediatezza, la cosa più importante è quando inizierà lo studio di fattibilità ed i tecnici individuati che dovranno essere all’altezza. Con 80 milioni di euro ci aspettiamo un ospedale degno della nostra città, in ascesa in termini di abitanti”.

ORE 16.43 Andra Traini: “E’ ovvio che le responsabilità della condizione della nostra sanità non è da attribuire dall’attuale giunta regionale che si è insediata da poco, ma soprattutto a chi c’era prima. Abbiamo appreso con piacere che la regione ha accantonato l’ipotesi dell’ospedale unico e ha stralciato il vecchio piano sanitario. Ad oggi ci sono i fondi per lo studio di fattibilità ed 80 milioni per il nuovo ospedale. Dobbiamo ripristinare servizi e personale”.

ORE 16.48 Luciana Barlocci, consigliera di maggioranza: “Questo è un consiglio che ci saremmo voluti risparmiare, se siamo arrivati a questo punto è perchè i problemi della sanità territoriale non sono stati affrontati nel modo giusto. Se un anziano disabile viene lasciato per ore su una sedia a rotelle da solo nel pronto soccorso, prima che il medico gli faccia notare che ci sono altri 40 pazienti nelle sue stesse condizioni, significa che le condizioni sono invivibili e ai limiti della dignità umana. Nel 2022 non si può accettare tutto questo, la politica non sta ottemperando ai propri doveri, che sono anche sanciti nei diritti fondamentali della Costituzione”.

ORE 16.53 Paolo Canducci: “Io qui mi aspettavo un confronto, invece è solo un elenco delle lamentele. Presidente, quando lei si è candidato in Regione, si è preso impegni e responsabilità. Chiedo cosa è stato fatto in un anno e mezzo o cosa si intende fare. Chiedo se è possibile fare due ospedali di primo livello nel Piceno. E chiedo quale sia la sua idea sull’azienda ospedaliera. Quante risorse ci sono per attuare il Dm71, per poter permettere alle persone di usufruire di ospedali di prossimità”.

ORE 17.10 Pasqualino Piunti: “Ricordo all’amministrazione che cosa San Benedetto ha fatto, con la conferenza dei sindaci, i primi cittadini hanno dato il loro contributo. Ciò che è emerso nell’incontro di preparazione, è di integrare il documento del 2019 con le risorse del Pnrr. Sono certo che lavorerò per questo, col fine di avere un documento unitario che il presidente Acquaroli non avrà fatica a mettere in pratica. Mi aspetto anche io chiarezza sul reperimento dei fondi per la costruzione del nuovo ospedale”.

ORE 17.17 Giorgio De Vecchis: “Rifuggo la lista delle lamentele e mi concentro sui dati a cui lei stesso, presidente Acquaroli, tiene molto. Ad oggi i dati sono stati tenuti nascosti, spero che venga fatto un’analisi dei costi di gestione. Qui nessuno è campanilista, approfitto della presenza della dottoressa Storti e del dottor Esposito, per far notare che i dati sull’affluenza del bacino d’utenza è di 165 mila abitanti, senza tener conto delle presenze estive. I nostri dati demografici, per il Dm70, ci garantirebbe un ospedale di primo livello. Nel pesarese il presidente ha parlato di chiusura di piccoli ospedali, cosa che qui accade da 20 anni. Oggi la legge impone che i bacini di utenza siano rispettati, quindi ci aspettiamo che sia realizzato ciò che ci spetta per legge.

ORE 17.30 Nicola Baiocchi, comitato “Salviamo il Madonna del Soccorso”: “Il nostro ospedale sta subendo uno spopolamento dei reparti chiave, come quello della pediatria. La neonatologia non è equiparabile a quella del Mazzoni, è un fatto molto grave che le risorse in ambito provinciale non siano ripartite in maniera equa. Chiedo al presidente se entro la fine di maggio si possano avere dati ufficiali e fatti su cui poter iniziare a lavorare.

ORE 18.26 Nadia Storti: “Abbiamo stanziato un’area per le case di comunità di un’area decisamente superiore a quella di cui si è parlato, da un punto di vista strutturale i metri quadri sono adeguati. Ho sentito parlare di alcune problematiche sulle strutture ospedaliere. Il numero dei posti letto non sono di osservazione breve come accade negli altri ospedali, un medico di pronto soccorso si forma dopo 6 anni di laurea e 5 di specializzazione, non possiamo non formare le persone in modo efficiente. I medici dell’oncologia seguono anche l’hospice. Riguardo la neurochirurgia pediatrica, stiamo cercando di evitare che i bambini siano costretti di dover andare all’ospedale Salesi di Ancona “.

ORE 18.34 Fabio Urbinati: “Parto con un appunto al presidente. Un Consiglio comunale aperto non si fa così. Mi sarei aspettato un intervento da parte sua in apertura per presentare ed illustrare le riforme in programma, anche alla luce dei fondi del Pnrr. La Medicina d’Urgenza è vitale per il nostro territorio, siamo in una situazione di precarietà mai vista in un Pronto Soccorso che è secondo dopo il Torrette di Ancona per numero di accessi. Il personale non ce la fa più”.

ORE 19.10 Replica l’assessore regionale Guido Castelli: “Ci tengo a fare delle precisazioni su delle inesattezze che ho sentito fino ad ora. Abbiamo cancellato il presidio unico, abbiamo inserito il nuovo ospedale di San Benedetto e la casa di comunità. Abbiamo agito in maniera concreta: 400 mila euro per la prefattibilità, non si può finanziare un progetto senza fare prima uno studio. Poi c’è la fattibilità tecnico economica, un ospedale si fa così. Stiamo riformando anche la legge 13, che causa molti dolori alla nostra Area Vasta. Vogliamo restituire autonomia giuridica ai sindaci dei territori, Area IV e V resteranno autonome. Stiamo inoltre mettendo mano al piano sanitario, che dovrà superare due delibere che abbiamo ereditato. Chi dice “vi ridò la pediatria immediatamente” vi sta dicendo una bugia. Fare le sparate non fa il bene dei cittadini. Ultimo punto, più importante, ritengo che nel piano sanitario si tenga conto che siamo i più lontani da Ancona, siamo sanità di confine e abbiamo una mobilità passiva che viene pagata dall’Abruzzo. L’autonomia dell’Area Vasta serve a non sottrarre risorse e a non lavorare per un bacino d’utenza superiore alle nostre possibilità”.

ORE 19.25 L’intervento dell’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini: “Questo consiglio ci ha permesso di mettere a fuoco parecchie questioni: l’affollamento dei pronti soccorsi è stata fonte di problemi, ma non bisogna fare demagogia. La Costituzione stabilisce che è lo Stato a stabilire l’ordinamento del personale, per fare un ospedale di primo livello servono 150 mila abitanti, quindi noi dovremmo avere 10 ospedali di primo livello. Ci siamo affidati al presidio spalmato su due plessi ospedalieri, l’alternativa di farne uno solo centralizzato è stata bocciata. Io non ho mai votato nessun piano socio-sanitario nei miei 10 anni da sindaco, ci potete accusare di ciò che volete ma prima di noi nessuno aveva messo mano sulla riforma della legge 13. Su San Benedetto c’è la volontà di intervenire e siamo qui per dire che nei piani della Regione c’è in programma un nuovo nosocomio, con un asilo per i figli dei dipendenti. Ci assumiamo un impegno formale a nome di tutta la coalizione, non siamo qui per prendere in giro nessuno. L’ospedale nuovo si farà”.

ORE 19.46 Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli: “Come giunta regionale ci siamo trovati ad affrontare il duro momento della pandemia e ci tengo a ringraziare in primis tutta l’amministrazione e il personale sanitario che ci sta permettendo di far fronte alle ondate di covid. Venendo a quanto si è detto oggi, c’è una disuguaglianza strutturale tra Pesaro e San Benedetto, su questo ognuno deve fare la sua parte. Tanti imput che ho sentito oggi li condivido. Bisogna comprendere innanzitutto il concetto di “ospedale unico”: con esso, noi avremmo coperto la realizzazione dell’ospedale togliendo servizi ed investimenti. Questo modello lo abbiamo bloccato, perchè abbiamo una visione territoriale che tenga conto delle esigenze di tutti. Su Pesaro stiamo lavorando e, come ha detto Saltamartini, anche San Benedetto avrà un ospedale nuovo. Le valutazioni sulle collocazioni le faremo insieme ai tecnici e chi conosce il territorio, ci confrontiamo con l’assessore all’urbanistica. E’ un impegno che ci siamo presi in campagna elettorale e che vogliamo vedere realizzato quanto prima. Il 95% delle proposte sul Pnrr sono fatte su base tecnica, stiamo progettando molte strutture importanti con i fondi. Il vero tema tuttavia resta quello del personale, a maggior ragione dopo la pandemia, che ne ha evidenziato limiti e criticità. La carenza di medici è enorme, molti stanno andando in pensione e non c’è il ricambio. Stesso discorso per i pediatri, la cui tendenza è identica. Faccio un appello a tutte le forze politiche, affinchè si sopperisca a questo tipi di carenze, mediante un maggior numero di iscritti alle facoltà di medicina. Bisogna invertire la tendenza, garantire servizi di prossimità e prevenzione sulle malattie, ricostruendo una filiera che sappia dare una mano agli ospedali. Questa è la sfida che deve porsi una sanità evoluta”.

ORE 20.20 L’intervento in chiusura del primo cittadino sambenedettese Antonio Spazzafumo: “Ringrazio tutti i presenti per essere intervenuti, invito la Regione ad agire per il bene dei cittadini e non trascurare San Benedetto. Da quello che ho sentito oggi, sembra che la direzione sia quella giusta e ne sono soddisfatto. Mi auguro che da oggi si vada avanti con i fatti”.