SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Classe 1998, Stefano Di Cola è una delle eccellenze del nostro territorio. Il nuotatore sambenedettese ha portato alto il nome della sua città alle Olimpiadi di Tokyo 2020, dove ha conquistato una semifinale individuale nei 200 stile libero e un quinto posto nella staffetta 4×200 stile libero.

E proprio nella staffetta 4×200 stile libero Stefano Di Cola ha raggiunto un altro importante traguardo, ossia il primato italiano con il tempo di 7’02″01. Il suo tempo di frazione è stato 1’45″58, quello degli altri: Filippo Megli 1’45″80, Stefano Ballo 1’45″22 e Matteo Ciampi 1’46″42. Nella stessa gara Di Cola ha vinto l’oro ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona 2018, l’argento agli Europei di Glasgow 2018 e l’argento alle Universiadi di Napoli 2019.

Lo abbiamo intervistato in esclusiva, al telefono, perché, come tanti talenti delle nostre zone, anche Stefano Di Cola è stato costretto a prendere il largo: da quando aveva 16 anni si allena al centro federale di Ostia. Eppure a San Benedetto le strutture per nuotare ci sarebbero: la piscina “Primo Gregori” dispone di una vasca esterna di 50 metri, unica in tutta la zona, da Pesaro a Pescara. Peccato che sia inutilizzabile da anni. E adesso anche la piscina interna da 25 metri è chiusa per lavori a seguito di un’ordinanza dell’ex sindaco Pasqualino Piunti, giunta la scorsa estate dopo un anno e mezzo di pandemia.

Le sue parole sulla vicenda che ancora fa molto discutere: “La chiusura della piscina è un tasto dolente. San Benedetto è una città di mare, ha una grande tradizione natatoria e purtroppo questo sport si sta perdendo. La struttura comunale è dotata anche di una vasca da 50 metri all’aperto, che era il fiore all’occhiello delle Marche, è un vero peccato non poterne usufruire. Si tratta di una perdita per tutti, in particolare per i bambini che sognano di diventare Phelps, proprio come me. Ora questo sogno è diventato irrealizzabile a causa della piscina chiusa”. Fortunatamente con Stefano abbiamo parlato anche di argomenti più piacevoli, come la sua carriera e i suoi obiettivi per il futuro.

Stefano, tu sei nato e cresciuto a San Benedetto. Come ti sei avvicinato al nuoto?

“Ho cominciato da piccolissimo, mio zio è l’allenatore di nuoto della Delphinia Team Piceno, ho iniziato con lui. Anche i miei fratelli più grandi nuotavano, diciamo che il nuoto è lo sport di famiglia”.

Quando hai compiuto il salto di qualità?

“All’inizio ero bravo, ma non fortissimo, poi piano piano sono arrivati i risultati e verso i quindici anni sono esploso, iniziando a vincere medaglie a livello italiano”.

Che emozione è stata partecipare alle Olimpiadi?

“Un’emozione enorme, grandissima, indescrivibile. È stato un sogno che si è realizzato, ancora oggi non mi rendo conto di quello che ho fatto”.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

“L’obiettivo è sempre quello, l’Olimpiade. Vorrei partecipare ai miei secondi Giochi olimpici e, se possibile, fare ancora meglio”.

Un pensiero sulla guerra e sugli sportivi che, a causa di questa situazione, stanno pagando un prezzo molto alto. 

“È tutto così assurdo. Non voglio esprimermi su temi così delicati, lascio la parola ad altri più esperti di me. Posso solo esprimere la mia più assoluta condanna verso ogni forma di violenza e guerra e la mia vicinanza al popolo ucraino”.