GROTTAMMARE – In occasione della giornata contro la violenza sulle donne, il comune e la consulta alle Pari Opportunità di Grottammare hanno  organizzato, dal 26 al 28 novembre, con il sostegno della commissione regionale per le Pari Opportunità, la terza edizione di “Chiamarlo amore non si può”, un percorso di sensibilizzazione, informazione e conoscenza che affronta il tema della violenza sulle donne sia fisica che economica.

Tema centrale di questa terza edizione sarà in particolare la violenza relativa allo sfruttamento dell’immagine femminile, sia per scopi commerciali, sia come strumento di ricatto e repressione. Il programma prevede venerdì 26 novembre, alle ore 17,30, presso lo Spazio K di palazzo Kursaal, l’inaugurazione della mostra del fotografo professionista e consulente creativo veronese Tiziano Zatachetto (in arte Zatac), dal titolo “La Cura”. “La cura – afferma l’autore – è l’invito urgente a pensare… pensare prima di agire, pensare che a volte basta un gesto per cambiare una situazione, pensare perché la cura sia veramente possibile”.

L’illustrazione del progetto artistico farà da apripista ai lavori del convegno, alle ore 18, per il quale sono attesi gli interventi di Laura Gaspari, coordinatrice del Centro antiviolenza “Donna con te” con “Istantanee di violenza”, per trattare le tematiche che emergono quotidianamente dalla realtà, e Alessia Muscella con “Le nuove frontiere del contrasto alla violenza contro le donne tra il virtuale e il reale”, per illustrare l’attuale panorama giuridico in materia di tutela dell’immagine.

Anche quest’anno, inoltre, il comune ha rinnovato la collaborazione con l’Istituto superiore “Fazzini/Mercantini”, organizzando anche un appuntamento di approfondimento rivolto a ragazzi durante la mattinata del 26 novembre.

“Per noi questo è un appuntamento fondamentale per la formazione e la sensibilizzazione sul tema della violenza contro le donne – hanno dichiarato l’assessore Monica Pomili e la Consigliera alle Politiche giovanili Martina Sciarroni. “ In questi anni, abbiamo cercato di allargare il campo andando a indagare le diverse forme di violenza che le donne subiscono, dalle più visibili alle più nascoste, fino a diventare quasi normali. Ma la violenza, sia essa fisica che psicologica, che reprime la personalità di una donna non può e non deve essere mai considerata normale. È per questo che vogliamo accendere i fari anche su quelle situazioni apparentemente innocue, ma che si sedimentano nella personalità di ciascuna di noi reprimendone l’identità – hanno chiarito.

La mostra resterà aperta sabato 27 e domenica 28, con orario 10-13 e 16-20. L’ ingresso è libero.

 


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