SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Operazione svolta dal personale della Polizia di Stato e la squadra di Polizia Giudiziaria e dal Commissariato sambenedettese insieme alla Squadra Mobile della Questura ascolana. Attività di indagine iniziata nel settembre 2020 a seguito di un controllo su strada in una zona periferica di San Benedetto”.

Così si apre la conferenza stampa in Questura ad Ascoli riguardante al maxi blitz di questa mattina, 10 novembre, in Riviera, rinominato ‘Black Mirror’.

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Cocaina, marijuana e hashish: dall’alba arresti in Riviera

Gli inquirenti hanno proseguito: “Tre degli indagati erano stati trovati in atteggiamenti sospetti in auto. I tre avevano precedenti per droga. Ciò ci ha fatto pensare che fossero dediti a qualche attività di spaccio. Undici misure cautelari emesse questa mattina di cui sei trasferimenti in carcere (cinque ad Ascoli e uno a Macerata), due arresti domiciliari a San Benedetto e tre obblighi di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Ventisei capi di imputazione riconosciuti dall’Autorità giudiziaria nei confronti di 23 indagati”.

Dalla Questura aggiungono: “Il gruppo era dedito allo spaccio ingente di cocaina, hashish e marijuana e non vendevano le sostanze stupefacenti solo a San Benedetto ma anche nelle province di Teramo, Pescara, Chieti, Roma e Napoli. Tra le modalità di pagamento tra fornitori e corrieri, anche quella a ‘rate’ in tre tranche. Ci sono stati due sequestri ingenti di denaro: uno di circa 90 mila euro, l’addetto alle riscossioni era stato costretto a fermarsi sull’A14 vicino ad Ortona poiché aveva l’auto in panne e ha pensato bene di fuggire e lasciare il borsone nelle vicinanze del veicolo rinvenuto dagli agenti di passaggio. Altro sequestro di 200 mila euro, effettuato sull’A24 tra Basciano e Teramo. Organizzazione criminale formata da italiani, albanesi e marocchini. Le persone colpite dalle misure cautelari sono dieci uomini e una donna dai 23 ai 74 anni. Tutti dimoranti a San Benedetto e zone limitrofe. Sono stati compiuti anche sei arresti in flagranza durante l’attività di Polizia Giudiziaria: uno ad ottobre 2020 a San Benedetto con sequestro di cinque chili di marijuana, due arresti a San Benedetto e Roma nel novembre (200 grammi di marijuana e un chilo e 600 grammi di cocaina sotto sequestro), uno a Cupra nel dicembre 2020 con sequestro di 5 chilogrammi e mezzo di marijuana, nel gennaio 2021 due chili di marijuana sequestrati nel Fermano con arresti”.

Dalla conferenza affermano: “Decisive le intercettazioni telefoniche e ambientali dove si è notato che le comunicazioni avvenivano in una modalità particolare. Le sillabe delle parole erano invertite per rendere difficoltose le traduzioni. Usavano anche i Social per cercare di sviare dalle intercettazioni. Sono stati impiegati più di 70 agenti della Polizia di Stato con la partecipazione di personale della Questura di Teramo e Roma ma anche dalla Toscana, dal Lazio, di Pescara e di Ancona. Hanno collaborato alle attività anche militari della Guardia di Finanza”.

Le indagini, comunque, proseguiranno per verificare altre persone coinvolte nell’organizzazione criminale: “L’emissione delle misure cautelari è stato deciso dalla Magistratura per evitare fughe delle persone coinvolte, in attesa del processo che si terrà successivamente”.

Nell’ambito di questo indagini che ha portato a questo provvedimenti restrittivi, il Gip ha emesso anche un decreto di sequestro preventivo di alcuni veicoli in uso e in particolare di alcuni conti correnti riconducibili ad uno dei destinatari nella misura. Questa misura di carattere patrimoniale è stato eseguito da persone della compagnia della Guardia di Finanza sambenedettese subdelegata per la materia di specifica competenza.

 


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