SAN BENEDETTO – Una forma di “giornalismo” pedestre che finisce per inquinare l’informazione e disorientare lettori e cittadini che alla fine finiscono per gettare nello stesso calderone questa roba, assieme a ciò che invece e al contrario è vero, corretto e attendibile.

Il nostro giornale, ad esempio, sopporta da molto, troppo tempo, tante telefonate di protesta per falsità di ogni genere divulgate non da noi ma da chi, magari – a causa della confusionaria assonanza con il nome della testata – finisce per screditare “Riviera Oggi”. Stamattina l’ultimo caso con l’accusa telefonica rivolta a noi di aver dato la falsa notizia riguardante l’ex vescovo della nostra diocesi, monsignor Giuseppe Chiaretti.

È arrivata dopo neanche ventiquattr’ore dal precedente clamoroso falso sulla sostituzione di dirigenti comunali da parte del nuovo sindaco Antonio Spazzafumo, che non avrebbe potuto fare alcunché, prima della sua proclamazione del suo giuramento nelle mani del prefetto. Di seguito appunto, un altro clamoroso falso: il caso della morte data per “certa” di Mons. Giuseppe Chiaretti, oggi 88enne, vescovo emerito dalla Diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone e Montalto dal 7 aprile 1983 al 9 dicembre 1995, quando divenne arcivescovo metropolita di Perugia – Città della Pieve. Dire che stavolta è stato passato il segno è poco.

La famiglia del prelato si è detta molto sorpresa e amareggiata. A riprenderla senza neanche prima verificarla, è stato persino il sito del L’Ancora, organo della Diocesi sambenedettese, che deve il nome della sua testata proprio allo stemma di Chiaretti, primo vescovo della nostra città, il cui motto da allora è appunto “Spes sicut anchora tuta ac firma”.


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