SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Addossare all’attuale amministrazione comunale uscente questa grave responsabilità, proprio alla vigilia del decisivo voto di ballottaggio del 17 e 18 ottobre, ci sarebbe sembrato ingeneroso. Però la notizia è emersa proprio ora e noi dobbiamo confermarla. Anche perché, com’è noto, le notizie non possono attendere.

D’altra parte, due mesi fa in un’intervista a Sarris avevamo parlato ampiamente e discusso del problema (intervista di Riviera Oggi a Sarris). Poi, nel corso delle puntate speciali della nostra rubrica “Punto e a capo” dedicate alla campagna elettorale, ne avevamo chiesto conto e ragione direttamente allo stesso sindaco Pasqualino Piunti, il quale ci aveva risposto testualmente: “Quando c’è una causa, in questo caso la citazione in giudizio della Powergrass, risponderemo con le nostre ragioni. Poi sarà il giudice a decidere. Adesso non saprei cos’altro aggiungere”. Una risposta evasiva e superficiale, come se una tale questione – riguardante lo Stadio “Riviera delle Palme”, vale a dire la più importante vetrina sportiva della città – per lui non fosse di eccessiva importanza.

Però, per quanto ci riguarda, a partire da martedì 19 ottobre – appena terminata la tregua elettorale ed eletto (o rieletto) il nuovo sindaco, sia esso Pasqualino Piunti oppure Antonio Spazzafumo, chiederemo al Comune l’accesso agli atti della Relazione sull’attività svolta dalla “Commissione consiliare d’indagine sull’attività dell’amministrazione relativa alla gestione dello stadio comunale “Riviera delle Palme” e sulla natura dei rapporti intercorsi tra l’Amministrazione stessa, la Società Sambenedettese Calcio Srl ed eventuali altre parti”. Commissione istituita con deliberazione del Consiglio comunale n. 24 del 26 aprile 2021.

Come si ricorderà, la Giunta Piunti impose il segreto sia sulle sedute della Commissione, sia sulla relativa documentazione, come se questa triste storia riguardasse delicate e misteriose vicende personali e/o private, e non invece un bene pubblico della città e lavori pubblici da pagare (o, in questo caso, non pagati) con denaro pubblico.

Chissà se finalmente si potrà fare pubblica luce, fra l’altro e ad esempio, sul fatto che il non aver chiesto e ottenuto una giusta fidejussione al presidente dell’epoca, Domenico Serafino, potrà diventare elemento decisivo per la purtroppo prevedibile sconfitta giudiziaria del Comune (e nella fattispecie della amministrazione comunale uscente) e di conseguenza per il pagamento della forte somma – alla fine circa 500 mila euro – a carico dei cittadini e dei contribuenti.


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