ROMA – Una cerimonia solenne che ha visto la partecipazione di numerosi sindaci ed autorità provenienti da tutte le Marche quella tenutasi venerdì pomeriggio presso la Sala Capitolare del Senato della Repubblica, per il conferimento del XXXV premio istituzionale “Picus del Ver Sacrum” ovvero il riconoscimento che il Centro Studi Marche attribuisce ai marchigiani dell’anno. Nella provincia di Ascoli Piceno sono stati in due a distinguesti e che, dopo la lettura dei rispettivi curriculum, hanno conosciuto le motivazioni di tale encomio: l’imprenditore e Amministratore delegato del Gruppo Sabelli, Simone Mariani, “per le spiccate doti manageriali e per aver avviato e sostenuto progetti di sviluppo e valorizzazione del territorio Piceno” e il giornalista Maurizio Compagnoni “per la passione e l’eccellenza nello svolgere la professione di giornalista sportivo”.

Mariani, premiato sul palco da altri imprenditori presenti tra cui Patrizia Clementoni e Graziella Ciriaci, ha ringraziato commosso, ricordando i meriti di un grande gruppo familiare che proprio in questo 2021 ha vissuto due eventi concomitanti e di grande impatto emotivo: da un lato il compimento dei 100 anni con la terza generazione familiare alla guida del gruppo, dall’altro la scomparsa del capostipite e fondatore, Archimede Sabelli, figura che racchiudeva in sé, e che ha saputo trasferire all’azienda, quelle doti di laboriosità ed umiltà tipiche del tratto imprenditoriale marchigiano.

“Le Marche – dichiara a margine Mariani – sono una delle regioni con maggior vocazione manifatturiera d’Italia con altissimi tassi di specializzazione. Nel nostro territorio, più che altrove, la necessità di declinare la tradizione in chiave innovativa è condizione per poter garantire sviluppo e continuità d’impresa all’interno di un contesto globale che vede, al contrario, una tendenza al depauperamento di queste capacità verso aree dove l’incidenza del costo del lavoro è molto minore. Per questo credo che premiare un imprenditore marchigiano significhi premiare una resilienza e un attaccamento forte con il territorio, che ha profonde radici in quel legame tra impresa, famiglia e collaboratori che ci connota e che ci rende capaci di competere a livello mondiale.”


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