SAN BENEDETTO –  Finalmente sta per iniziare il calcio giocato che manca da maggio scorso, Matelica-Samb 3-1.  Prima gara play off. Da quel momento è successo di tutto ma non sul campo. Tra fallimento, tribunali, Comune e ricorsi vari è successo di tutto, tanto che la vicenda si può ritenere unica in campo mondiale, fino a prova contraria.

Con l’ultima decisione del Tar del Lazio, avallata dal sindaco Piunti che ne deteneva il titolo, Roberto Renzi e soci hanno iniziato a pensare al calcio, richiamando prima mister Massimo Donati, poi il diesse Matteo Sabbadini e ieri Luca Faccioli. A quanto pare tre validi professionisti.

A proposito di Sabbadini va apprezzata la sua disamina quando il suo Ravenna è retrocesso. “Mi assumo tutte le responsabilità perché la squadra l’ho fatta io”. Un bell’esempio di serietà perché riconoscere i propri errori è un ottimo segnale per non farli più. Credo che in casa Samb farà molto bene.

Di Donati c’è poco da dire, visto che all’inizio del suo nuovo mestiere, ma sicuramente è un giovane intelligente che è da sola una dote essenziale per qualsiasi mestiere.

Faccioli, il neo Direttore Generale, ha al contrario di Donati, un curriculum di rilievo per cui si parte con una triade che fa bene sperare, come le sue parole: “Chiedo alla città di pazientare ancora un attimo. Siamo in una fase di piena su tutti i fronti, ci tengo ai rapporti con la stampa nella massima chiarezza e trasparenza, chiedo solo un attimo perché così possiamo iniziare a parlare di un quadro più corposo”, niente di particolare ma sono parole chiare, precisazioni mai sentite prima da suoi predecessori.

Lo stesso primo acquisto Luca Lulli torna a San Benedetto con l’intenzione di dare il massimo: “Ho già un accordo di massima con la società, manca qualche tassello per l’aspetto economico ma non ci saranno problemi, San Benedetto è diventata la mia città e non saranno certamente i soldi ad impedirmi di aiutare una squadra gloriosa come la Samb affinché torni prima possibile nel professionismo”, ci disse ieri, oggi l’ufficialità. Con Daniele Ferretti, Vincenzo Lisi e Ciro Cipolletta sono quattro alle ore 16.45 di oggi 24 settembre 2021.

Una buona partenza in attesa che tutto ridiventi normale, a partire da comunicazioni della società tramite conferenze stampa e non più tramite voci che poi diventano notizie con conseguenti deviazioni che portano confusione e trambusto nei cittadini che la stampa rappresenta. Comunque, come ho già detto, le parole di Luca Faccioli fanno ben sperare.

Nei prossimi giorni ne sapremo di più, sia sulla potenzialità di una ‘rosa’ tutta nuova (mai successo nei miei 50 anni al seguito della società rossoblu, come giornalista) sia sul rinvio della partenza perché, obbligare la Samb a giocare fra 5 giorni, equivale a falsare il campionato, già il 3 ottobre (9 giorni) sarebbe una data accettabile con appena due gare da recuperare. Per rispetto ad una società blasonata come la Samb e ai guai che ha passato negli ultimi 5 mesi, le squadre del girone F della serie D dovrebbero chiudere un occhio e non protestare.

Per il futuro più avanzato una mia tesi dei giorni scorsi, se risultasse concreta, potrebbe far tornare il sereno e segnare l’inizio di una risalita dal fondo del ‘barile’ che più fondo non si può. Riflettendo su quanto accaduto, ho pensato che, se si sono spesi due milioni e rotti per ottenere il dilettantismo, possono coesistere due motivazioni.

1-La prima è che restando in serie C la A.S. Sambenedettese si sarebbe trovata con un debito ben superiore (vedasi contratti in essere) e che per fare subito una squadra con intenzioni bellicose altri due milioni subito non sarebbero bastati, per la “D” i costi saranno inferiori seppur con la stessa intenzione di fare un campionato di avanguardia e possibilmente vincerlo. Un ragionamento che non fa una piega ma che (giustamente) Renzi non potrà mai confessare. Per capire perché non serve uno scienziato. Ma soltanto il tempo potrà chiarire

2-L’altro motivo è più attraente: se per tornare in serie C servirà un milione (e fanno tre e mezzo), non pensare di recuperarli è da matti (e perché sennò?). Come? Io conosco un solo sistema, quello di salire in serie B (magari in due anni, altri tre milioni almeno) dove i contributi sono consistenti e nel frattempo mettere su un settore giovanile di primordine. Faccio un esempio che è fuori luogo soltanto perché la potenzialità economica è ai poli tra i due personaggi: la buon’anima di Squinzi e Renzi. Senza questi obiettivi, aver fatto pazzie per acquistare la Samb, e non considerarlo un investimento,  è un’ulteriore mossa da TSO. Il Sassuolo è passato dall’Eccellenza alla serie B con un esborso di denaro da far paura, oggi la società nero verde è solida e si sta avviando ad un futuro proficuo tipo Atalanta, Udinese, Empoli e poche altre.

Se siamo su quella strada si potrà sapere fra qualche mese o il prossimo campionato. I miei auguri sinceri per questa ripartenza da zero, zero. Mettendo da parte il recente passato e magari poter dire: non tutto il male vien per nuocere. Renzi sa benissimo che ha 50 mila occhi puntati sul suo cammino e che aspettano il centenario (1923-2023) con un’ansia e una rabbia fuori del normale.


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