SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è tenuto ieri mattina, 4 settembre, presso il Circolo Nautico di San Benedetto, un convegno sulla Città Grande del Piceno. Come viene nominata dall’Associazione chi ha continuato il cammino che, io e altre nove persone, avevamo iniziato nel 2016, sempre in prossimità delle elezioni amministrative sambenedettesi.

Ho ascoltato cose importantissime, specialmente dall’ex sindaco di Ruscigno e adesso sindaco della città di Valdimoggia, nata dalla fusione di cinque comuni a nord di Bologna. Basterebbe risentirle con la massima attenzione per capire che la fusione di Comuni confinanti è la soluzione di molti mali anche se non tutti, perché il male più difficile da debellare è quello della comunicazione (come ha ben detto durante l’incontro l’oculista dottor Luigi Olivieri). Comunicazione alla quale si può arrivare soltanto con l’appoggio motivato delle stampa. Perché se una cosa è giusta va detta. E promulgata ai cittadini con le dovute spiegazioni. Chi non la ritiene giusta non deve fare altro che dirlo.

Cosa che in Italia, ma molto di più in Provincia, non viene fatta perché, in questo caso specifico ma anche in molti altri, potrebbe dar fastidio alla politica e principalmente alle istituzioni delle quali sono succubi (fino a diventarne complici) e non guardiani come specifico dovere della propria funzione.

Il nostro territorio è all’apice di simili comportamenti, dannosi per il popolo che alla fine è quello che ne paga le conseguenze. Raccontare sì (Oggi si può comodamente dal computer di casa, il giornale è un’altra cosa)  ma senza un minimo di critica e di spiegazioni, non serve a nulla. Insomma gli editoriali da parte dei Direttori di giornale sono spariti completamente, eppure sarebbero utilissimi per distinguere il buono dal cattivo e porlo all’attenzione di cittadini che, nella maggioranza, subiscono il pensiero di una politica (amica e non) bisognosa solo di visibilità. Sempre senza un minimo di contraddittorio giornalistico.

Torno alla Città Grande del Piceno e al suo ultimo convegno per evidenziare gravi omissioni di quei media che hanno fatto cronaca spicciola come se fosse un problema di poco conto. Dimenticandosi per esempio che, nel mezzo delle varie dichiarazioni, l’attuale sindaco Piunti ha detto che terrà in grande considerazione un progetto, al quale tiene molto. Non ha invece saputo rispondere alla domanda: “Perché nel 2016 (Diretta Web Tv di Riviera Oggi docet) , in campagna elettorale come adesso, disse la stessa cosa per poi trascurare totalmente il problema, nei suoi cinque anni abbondanti del suo mandato”. La sua risposta: “Polemica”. Tanto per restare nel suo refrain naturale.

Hanno poi parlato (Spazzafumo era assente) i candidati Bottiglieri, Canducci e Angelini. Riflessiva la Bottiglieri, pareri opposti invece da parte di Angelini e Canducci. Secondo “Paolo” i sindaci, cioè la politica, vorrebbero la Città Grande (quindi un solo sindaco al posto di dieci ndd) mentre i cittadini delle località interessate sono contrari. Per “Serafino” sono i sindaci che non vogliono una Città unica al posto di dieci.

Sono d’accordo con il secondo per un semplice motivo: i sindaci candidati, o in carica, non la vogliono per un puro calcolo matematico o meglio aritmetico. Nove di loro perderebbero la possibilità di diventare Primo Cittadino nel nostro territorio, solo uno godrebbe i grandissimi benefici di una fusione, come ha ben illustrato nel convegno il sindaco Daniele Ruscillo, scelto tra i cinque aderenti alla fusione di comuni confluiti nella nuova città di nome Valsamoggia.

Ai cittadini è finora semplicemente mancata una corretta comunicazione (vedi intervento del dottor Luigi Olivieri) e se continuerà a mancare, il progetto fusione, prima del 2045, non andrà in porto. Quando cioè la fusione sarà naturale. Sprecando l’occasione, quindi l’ambizione, di creare una reazione a catena tra territori simili e vicino al nostro, che ci eleverebbe a popolo modello in tutta la Nazione.

Concludo: se il comitato nazionale per le fusioni non si adopererà per entrare nei territori interessati con incontri nelle piazze e se i giornali continueranno ad ignorare il problema (riportarli asetticamente non serve a nulla, per chi ci crede chiaramente) chi vivrà dovrà aspettare un quarto di secolo per la soluzione di problema che nessuno ritiene sbagliato, anzi.

Consiglio altresì al presidente del Comitato Paolo Virgili di non fare lo stesso errore che fece a suo tempo il comitato da me fondato e cioè evitare inutili incontri con i sindaci ma farli con i cittadini in piazze o grandi locali. L’esempio di quanto avvenuto in Calabria, citato dal presidente del Cnfc (Comitato Nazionale Fusione Comuni) Antonello Barbieri, dovrebbe aver chiarito le idee a tutti i presenti al convegno. L’appoggio mediatico di Riviera Oggi  non mancherà.


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