TERAMO – Di seguito una nota stampa del Comando Provinciale dei Carabinieri di Teramo giunta in redazione il 3 settembre.

Nel corso della mattinata odierna, i Carabinieri di Notaresco hanno tratto in arresto, in esecuzione di misura cautelare in carcere, un uomo di 51 anni, già sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento. Dall’attività d’indagine avviata nel mese di maggio 2021, coordinata dalla Procura della Repubblica di Teramo, nella persona del Sostituto Procuratore Dottoressa Greta Aloisi, i militari hanno accertato con accurate indagini che l’indagato aveva posto in essere dei maltrattamenti nei confronti della ex compagna e dei due minori, figli di quest’ultima, consistenti in episodi di violenza fisica e di pressione psicologica: in particolare era solito sminuire le capacità e l’operato dei suoi familiari, non perdendo occasione di rimarcare i loro difetti ed evidenziando negativamente il loro aspetto fisico, al punto di sottoporli ad una rigida ed immotivata dieta alimentare.

Per i fatti in argomento l’uomo arrestato era già stato oggetto della misura cautelare del divieto di avvicinamento a moglie e figli, ma a nulla è servito il provvedimento in quanto a fine agosto 2021 la donna ha nuovamente chiesto aiuto ai Carabinieri di Notaresco. 

Dalla successiva attività esperita e dalla documentazione acquisita si è accertato che l’indagato aveva violato ripetutamente le prescrizioni della misura cautelare del divieto di avvicinamento, contattando telefonicamente la donna, la quale è stata costretta a bloccarlo sia sull’utenza cellulare che nei vari social network. L’indagato però non si è dato per vinto e così le ha inoltrato centinaia di email in cui le chiedeva di tornare insieme, anche a costo di “finire in galera” per la sua insistenza. Inoltre si è accertato che l’uomo, in più occasioni, aveva seguito la vittima sino ad arrivare ad importunarla mentre si trovava sola in spiaggia sul litorale teramano. Inoltre aveva contattato parenti ed amici della vittima al fine di screditare la reputazione della donna. 

Gli elementi raccolti degli investigatori hanno consentito al P.M. – Dottoressa Greta Aloisi –  di formulare richiesta di aggravamento della misura cautelare in corso ed al G.I.P. – Dottor Marco Procaccinidi emettere il provvedimento più restrittivo della misura cautelare in carcere.

L’indagato è stato successivamente tradotto presso la Casa Circondariale di Lanciano.


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