SAN BENEDETTO – In pratica quello che, per la storia rossoblu, è stato da sempre un incubo, la Serie D, oggi è diventata l’oggetto del desiderio per il quale in molti sembrano disposti a vendere l’anima.

Ci sta perché possiamo considerarlo il male minore ma solo per quello. Del resto ormai la città di San Benedetto è abituata a cercare, vedi amministratori pubblici, il meno peggio e non il migliore.

Nel quadro di comiche interminabili, stiamo assistendo a situazioni surreali in casa Samb. Con il sindaco Piunti che sta gettando in campo l’ultima disperata carta, come se i primi cinque ‘suoi’ fallimenti, nel senso di scelte sbagliatissime, non contino nulla e che non pagherà alle prossime elezioni. Cosa comunque possibile in una città non proprio lucida davanti alle urne.

Sempre se le comunicazioni private dell’ancora sindaco di San Benedetto del Tronto ai suoi soliti ‘amici’ giornalisti (e non) siano vere e non dettate da un bluff da ultima spiaggia. Infatti conferenze stampa, comunicati stampa inesistenti come nelle dittature peggiori. Normale, si fa per dire, per una stampa nazionale e locale negli ultimi posti della credibilità a livello mondiale. Chissà perché. E non destinata a risalire.

Nel merito, a Renzi adesso verrebbe, dico verrebbe, ridata la possibilità di impossessarsi della Sambenedettese Calcio dopo che, per quattro volte, ha perso ricorsi di ogni tipo. Improvvisamente è misteriosamente ridiventato credibile. Come e perché?

Il presidente Gravina, dopo aver bocciato la moglie di Manolo Bucci per garanzie economiche insufficienti, e pare per altro, avrebbe, dico avrebbe, fatto un accordo con il sindaco di una città (Sbt) garantendo il campionato di Serie D a chi è stato colto in fallo per un mancato (o irregolare) pagamento equivalente a meno di 400 mila euro. Con la promessa, e qui siamo all’assurdo, che Renzi ritiri il ricorso.

Insomma il presidente della Figc Gravina si sarebbe improvvisamente ‘impaurito’, dopo aver  rifiutato a Renzi la serie C con parole durissime. Comunque ben venga la serie D ma io alle favole non credo e tantomeno credo che sia una soluzione in grado di garantire un futuro degno della nostra storia calcistica.

Futuro che in questo momento conta molto di più del presente. Futuro del quale sapremo di più, e ci esporremo come sempre, quando (se succederà) conosceremo bene la composizione societaria.


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