TERAMO – Riportiamo e pubblichiamo un comunicato stampa, giunto in redazione il 3 settembre, dalla Questura di Teramo.

Nella giornata di ieri personale della Squadra Mobile di Teramo, all’esito delle indagini svolte con il coordinamento della locale Procura della Repubblica, ha dato esecuzione  all’ordinanza con la quale il Gip di Teramo ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di una persona, classe 1974, e la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un’altra persona, classe 2001.

Il primo è risultato responsabile, in concorso con altre tre persone, una della quali già tratta in arresto in flagranza di reato, del tentato furto aggravato commesso, in data 11 settembre 2020 ai danni della filiale della Banca di Credito Cooperativo di Castelnuovo, dove, dopo aver forzato una delle porte di accesso dell’istituto di credito, aveva rimosso una cassaforte e tentato di portarla all’esterno non riuscendovi a seguito dell’attivazione dell’allarme. Lo stesso, poco prima, aveva anche rubato, a Nereto, un furgone Ford Transit con il quale, sempre unitamente ai suddetti complici,  si era portato presso il citato istituto bancario.

Il secondo è risultato responsabile, unitamente ad un complice, del furto, avvenuto in pari data a Teramo, nei pressi della stazione ferroviaria, dell’autovettura Volkswagen Polo con la quale  i rei, dopo la fuga e l’abbandono del furgone rubato, avevano fatto rientro ad Ardea.

I soggetti, di etnia rom, la cui pericolosità sociale è desunta anche dai numerosi pregiudizi di polizia a loro carico, prevalentemente per reati contro il patrimonio, sono stati rintracciati presso il campo nomadi ubicato ad Ardea con la collaborazione del personale del Commissariato di Anzio-Nettuno  e con l’ausilio della Polizia Locale di Ardea.


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